sabato 5 dicembre 2015
Navicolite, laminite e dintorni... affanculo la barefutterìa
Bene, cioè male.... come si vede dalla data del post: fine Ottobre 2014, il mio cavallo, ormai in pensione, ha ripreso a zoppicare, stavo seguendo le indicazioni barefutte in casi di navicolite, in particolare quelle dettate da Ramey e tradotte dal buon Alex Brollo, per cercare di rimetterlo scalzo.
Mi son messo a studiare per bene la situazione e ho scoperto che gli apparenti miglioramenti, le ricadute, gli inciampi, i brevi periodi di vera zoppia, fanno parte della sintomatologia classica della sindrome, e, dato che c'ero, seguendo sempre la teoria barefutta, ho fatto man mano una rollatura sempre più incisiva, che - per logica - risponde/dovrebbe corrispondere alle stesse funzioni dei ferri rullanti... il cavallo si è azzoppato completamente!
Fanculo i barefutti, decido di riferrarlo, però, è senza unghio e aspetto la primavera, all'inizio di Giugno 2015, gli rimetto i ferri secondo prescrizione veterinaria di oltre un anno prima, cioé, quando si manifestò la navicolite: ferri d'alluminio rovesciati, sbacchettati e rullanti, queste modifiche - su una normale coppia di ferri d'alluminio - le ha fatte il maniscalco sotto mio controllo, in più, solette ai talloni; il lallo - così facendo - viene messo fortemente sulle punte, ma subito si è tornato dritto, d'altronde in quest'assetto, era stato preparato e aveva fatto due o tre spettacoli con Cimarosa.
Dopo un paio di ferrature gli ho fatto montare delle pianelle in alluminio con solette per dare più appoggio al piede, ha ripreso a marcare leggermente ma è bastato che rullassi decisamente la punta del ferro con il flex, che il lallo si è messo latino.
Nella ferratura seguente, gli ho fatto togliere i rialzi ai talloni, non ci furono problemi.
In stazione, il lallo si appiomba correttamente, evidentemente i talloni non gli fanno male, dunque, il problema è nello stacco, e mi son messo a fare ricerche e ho trovato molto materiale come questi due video:
il principio di questa ferratura è di sollevare i talloni (nel mio caso non serve più la soletta, basta che il maniscalco "rispetti" i talloni) e anticipare e facilitare lo stacco del piede in ogni direzione, il ferro ha queste caratteristiche:
- la punta quadra (distribuisce su più spazio la superfice di stacco)
- è rullante, (facilita lo scivolamento, non si impunta)
- è posizionato un pò più indietro, (la leva è più corta, dunque, forza di meno i tendini)
- inoltre, mi indirizzai sul ferro in ferro perché - sul duro - ha meno grip dell'alluminio e, dunque, non ostacola, anzi - "scivolando" - agevola l'azione dei tendini,
- inoltre, costano circa un terzo rispetto all'alluminio: 7 euri contro i 20.
Dunque, trovai qualcosa di simile nel sito Cattafesta: i ferri prodotti dalla Natural Balance dove ho telefonato per avere ulteriori delucidazioni che gentilmente mi furono date: il ferro - anche se non specificato nella scheda - è adatto ai casi di navicolite, quindi, ne ho ordinato 4 coppie per ottimizzare la spesa di spedizione che è di 12 euri, dunque son costati circa 10 euri la coppia
.
.

I ferri hanno due barbette laterali e gli stampi sono adatti a chiodi sottili, il margine distale è rullante dalla punta ai quarti e - rispetto un ferro classico - sono meno alti, dunque più leggeri.
Il lallo ha mostrato di gradirli e - come ho detto - è andato subito sicuro anche duro, attualmente, è perfettamente latino... per non sbagliare, gli ho fatto mettere dei ferri - normalissimi - anche ai posteriori, penso di aver chiuso con la barefutteria.
Un ragazzo che conosco da molti anni, ragazzo si fa per dire, ha abbondantemente superato i quarant'anni, è da sempre appassionato di cavalli arabi, di recente - anche per il crollo dei prezzi - ha comprato una bellissima puledra di linea polacca, una grigia di buona statura e dai movimenti leggiadri.
Pieno d'entusiasmo la trattava - secondo lui - come una regina... e si sbagliava: poco movimento - a causa dei suoi impegni - ottimo e abbondante cibo a disposizione, perché la lalla doveva primeggiare nel suo ambiente... risultato: laminite acuta a tre piedi!
Veterinario, ettolitri di flebo, antibiotico, cortisone, disintossicanti per il fegato, ferrature particolari, solette ecc. ecc. risultati assai scadenti, la lalla stava più a terra che in piedi, fino a quando Ezio, un bravo giovane maniscalco che ferra anche il mio lallo, ha proposto una risoluzione all'antica che, ai tempi, era dettata più che altro dalla "fede" e da procedimenti empirici piuttosto che dalla scienza e dagli studi accademici, ma funzionava, ha funzionato, a volte funzionava.
Ha messo all'aria le lamine sensibili asportando corno e lamine infette e il pus che - abbondante - stagnava tra il corno e la parte viva del piede... la puzza, il fetore - una volta aperta la scatola cornea - era insopportabile.
Fatta quest'operazione, il tutto è stato abbondantemente disinfettato e si è aspettano nel box che la parte viva si "asciugasse", poi, le hanno applicato delle pianelle alla bell'emeglio ed è stata portata in un pascolo/in un bosco dove c'era una piccola mandria di vacche, una cavalla e qualche pecora... siamo verso Marzo/Aprile di quest'anno, i ferri li avrà persi quasi subito, glieli hanno rimessi, da Giugno fino a Settembre il proprietario, ma neanche il maniscalco, non sono andati a vederla... si sa: l'estate, il caldo, i ragazzi alla casa al mare, il lavoro che è incrementato; tra l'altro, il Nostro, ormai certo che la puledra fosse persa, si è comprato uno stalloncino arabo.
A metà Settembre, sale su in collina e vede una cavalla sfrecciare nei campi, stenta a riconoscerla, ma è lei, ha solo un ferro di quelli messi a Maggio, ma sta bene, in pratica è guarita, quel ragazzo ha usato - a sua scajola - una terapia quasi barefutta.
In realtà, la muraglia si rigenera continuamente, e, cresce più in fretta quando non ha contatto/non ha la pressione col suolo, in teoria, la laminite si sarebbe potuta eliminare, tagliando del tutto le muraglie, ovviamente, bisognava poi lasciare la cavalla appesa con una braca, e in 5/6 mesi di immobilizzo, si sarebbero riformati perfettamente gli zoccoli.
In realtà, la muraglia si rigenera continuamente, e, cresce più in fretta quando non ha contatto/non ha la pressione col suolo, in teoria, la laminite si sarebbe potuta eliminare, tagliando del tutto le muraglie, ovviamente, bisognava poi lasciare la cavalla appesa con una braca, e in 5/6 mesi di immobilizzo, si sarebbero riformati perfettamente gli zoccoli.
Ovviamente anche l'alimentazione ha fatto molto, ma sopratutto, la laminite è stata trattata nella fase iniziale, cioè quando la suola non aveva comiciato a scendere e a deformarsi... quelli son guasti che non si possono riparare, al massimo li si può accompagnare con opportune ferrature.
Ora il mio amico c'ha un problema, si trova con due cavalli e non può tenerli tutti e due, deve scegliere.
La cosa saggia sarebbe vendere la cavalla, è di razza e ha sempre un certo valore anche come fattrice, far castrare il puledro e tenerselo per i prossimi 20anni... ma saggezza e uomini di cavalli quasi mai vanno d'accordo....

