"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

lunedì 14 maggio 2012

L'ultima chinea.

Stiamo preparando il "Caimano" per degli spettacoli estivi, guardavo Peppino risalire a cavallo mentre Oddo faceva il "bassotto"... eh già, quando il mio lallo risponde particolarmente bene a un esercizio o a un giuochetto, come massima gratificatione il cavaliere smonta, gli gira attorno, gli dà una piccola delicatessa, per poi risalire.
Ovviamente durante tutta questa operazione il Caimano sta "al campo" (fa il bassotto), in altre parole il lallo si abbassa facilitando l'acchianare (il montare/il salire in sella) del cavaliere.
Sto fatto mi ha fatto ricordare di un mio scritto che pubblicai tanto tempo fa nel foro:  "il lallo", eccolo, si chiama: "L'ultima chinea".
Tutti sappiamo che le "chinee" erano cavalli o muli che andavano all'ambio, andatura quanto mai confortevole, infatti erano le cavalcature preferite dalle signore, dagli ecclesiastici e dai "dottori".
Dal Rinascimento in poi, nelle Accademie Equestri, c'era una sezione specializzata all'addestramento delle chinee, dato che erano soggetti richiesti soprattutto dagli ecclesiastici di alto rango venivano preferite mule bianche simbolo di purezza. 
 

Pare che il nome "chinea" derivi da: inchinarsi - chinarsi. 
Era prassi che i Borboni inviassero al Papa un cospicuo contributo annuale custodito in un prezioso cofanetto legato in groppa ad una candida giumenta, la quale era stata addestrata ad inginocchiarsi, ad inchinarsi davanti al pontefice come atto di deferente devozione e per mostrare il regale obolo. 
Forse sarò un illuso ma sono convinto di aver visto "l'ultima chinea".  
Caccialano, in siciliano significa riccioluto era "l'ingiuria" (il soprannome-il nick name) di un vecchietto che , in verità, a quel tempo, di capelli ne aveva: pochi, striminziti e lisci, quindi, quel nomignolo era - forse - il residuo ricordodi una rigogliosa riccioluta capigliatura giovanile, o, forse era l'ingiuria di famiglia...chissà! 
Era analfabeta, furbo come una faina, contadino, amante di cavalli ed allevatore degli stessi
Allevatore molto particolare, non si separava mai dalla sua "razzetta", ne era parte integrata; transumava giornalmente dalla propria casa a Santa Margherita del Belice - una baracca post terremoto con uno stazzo per i cavalli allegato - al suo podere, dove, prima di cominciare il suo lavoro, legava con una lunga corda Bersagliere, il suo - venerabilissimo (per età) - mulo alla recinzione della forestale mentre il resto della "mandria": due o tre giumente con prole, restava nei paraggi a pascolare senza mai perder di vista Bersagliere, il quale, se qualche lalla si allontanava troppo la richiamava con i suoi curiosissimi ragli asmatici mulenghi. 

Bersagliere, all'epoca avrà avuto 30 anni, se fosse stato strigliato, pulito a dovere, sarebbe apparso candido come una meringa; in realtà si presentava grigio sporco con varie invincibili incrostazioni nei punti canonici, in compenso era ben pasciuto ed il suo passo era arzillissimo quando si trattava di tornare a casa. 
Un tardo pomeriggi mi recai in quel podere per trattare l'acquisto di un soggetto della "razza Caccialano"... quello fu il primo approccio, l'affare - in seguito - si concluse positivamente: si trattava una morella molto insanguata, arabeggiante che subito mia figlia - appena adolescente - battezzo: - Sagapò.
Dopo i convenevoli, approcci, e discussioni mi congedai dall'ometto, e feci per salire sul fuoristrada di Mimiddu, l'amico che mi aveva accompagnato a mo' di sensale nella circostanza: per l'usanza del posto sarebbe stato scorretto presentarmi da solo a trattare l'affare.

Mi fermai.
Volevo vedere come facesse Caccialano a montare in sella... a suo confronto Berlusconi è un "gigante", il vecchietto sarà stato alto - si fa per dire - un metro e cinquanta; la sella, la "vardeddra" completa di "vertole" (bisaccioni) ma senza staffe era ad almeno un metro e ottanta dal livello del suolo.

Vertole o forse bertole, bisacce da basto.
Parlottando fra se e se o forse col suo animale, Caccialano finiva di sistemare i finimenti del mulo, per ultimo legò alla sella la corda che teneva Mariella, la giumenta più anziana, mentre le altre cavalle libere, rassegnate, sotto una nuvola di mosche aspettavano pazientemente di mettersi in marcia.
Terminate le operazioni con una controllatina al sottopancia, Caccialano si avvicinò alla spalla sinistra di Bersagliere e distintamente sentii: calati, il mulo abbozzò una specie di inchino abbassando e girando/torcendo completamente il collo verso sinistra, così facendo lo offrì al suo "cavaliere", il quale vi ci si mise sopra appoggiando la pancia; subito la brava bestia si raddrizzò e muovendo ritmicamente in su e giù l'incollatura, fece scivolare il vecchietto verso la vardeddra, l'omino - nel mentre - si aiutava scalciando e sacramentando in stretto dialetto siciliano: - "bedda matri addulurata... vicchiaia fitusa ch'e brutta vestia... botta di sali... "

Una volta assiso sul "trono" si mise comodo sistemandosi "all'amazzone", cioè con la gamba destra a far presa attorno l'arcione della sella e l'altra penzoloni di lato a sinistra, prese in mano l'unica redine di corda, alzò gli occhietti vispi verso di me - che ero rimasto lì a bocca aperta - si sfiorò la coppola nera dicendo: - Binidica don Raffaè, ammuninni Bersagliè (signor Raffaele mi benedica, andiamo Bersagliere).
La "carovana", lentamente e ordinatamente si mise in marcia: un mulo, due anziane giumente, una scalpitante Sagapò e due spaventati puledrini ancora inesperti, stupefatti della vita, attaccati ai fianchi delle madri di nuovo pregni.
Può darsi che nelle antiche cavallerizze oltre ad ambiare si insegnasse a quelle docili creature a "chinarsi" ad abbassarsi per agevolare nel salire in sella quei rispettabilissimi personaggi... d'altro canto non si fa così coi cammelli ??
Oggi, sebbene non sia ancora del tutto decrepito, ho addestrato Oddo a fare "campo", il suo garrese scende da cm 163 a 140 circa... eh si! Aiuta aiuta a salire, a volte qualkuno mi chiede esterefatto: 

 "... ma come hai fatto"...la mia risposta ??
Gli ho inserito l'abbassacavallo; è un optional, costa solo 1000 euri.