"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

giovedì 8 marzo 2012

Takhi


 

CAVALLO PRZEWALSKI
(Equus Przewalski) Takhi, Takhi Aduu

Un bellissimo nome – Takhi in mongolo significa spirito – per un animale altrettanto bello, prezioso e longevo: può vivere fino a 30-34 anni. Le pitture rupestri in Francia e Spagna indicano che anticamente era molto diffuso anche in Europa ed è il probabile progenitore dei cavalli domestici. Ora è molto raro e vive libero nei Parchi di Takhiin Tal Hustain Nuruu dopo aver rischiato l’estinzione totale ed essersi fortunosamente salvato grazie alla reintroduzione, da zoo e allevamenti europei, dei discendenti dei 15 esemplari sopravvissuti alla deportazione e alla caccia sconsiderata. (Veniva cacciato per il muco verde e denso che si trova nella sua gola, questa particolare sostanza dovuta alla clorofilla veniva ritenuta miracolosa dalla medicina tradizionale) Ora fortunatamente il Takhi è integralmente protetto (è anche nell'elenco CITES) e sono vietate le ibridazioni con cavalli domestici. Attualmente vivono liberi in Mongolia circa 100 esemplari, mentre la popolazione complessiva mondiale è stimata intorno ai 1.000 capi. E’ recentissima la bella notizia della nascita di un puledro chiamato “Effie” in un allevamento di Takhi in cattività, nella lontana Australia. Esiste un'associazione internazionale per la protezione del Takhi, con sede in Svizzera: www.takhi.org attraverso la quale si può aiutare questo antichissimo e splendido animale a superare definitivamente il pericolo di estinzione.

da: - http://www.mongolia.it/

Invece il tarpan ha percorso una strada diversa: l'habitat del tarpan non prevedeva la presenza dell'uomo, il suo arrivo - verso la metà del 1800 - segnò l'estizione della razza!

Il tragico declino cominciò con l'arrivo delle prime carovane di cosacchi in cerca di nuove terre coltivabili.
A poco a poco lo spazio dei cavallini divenne sempre più stretto, inoltre i cavalli selvaggi aggredivano le mandrie di cavalli domestici per rubare qualche femmina per renderle la libertà, addirittura, i cosacchi si lamentavano che gruppi di maschi particolarmente ardimentosi assalissero i convogli, distruggevano i traballanti carri, strappavano i finimenti per portarsi via le cavalle attaccate.

Iniziò quindi una spietata caccia ai tarpan che - in pochi anni - vennero drasticamente decimati, tanto che verso la metà del secolo - privati dei pascoli e dei punti di abbeverata - i robusti cavallini erano ridotti al lumicino.

Tra il 1850 e il 1870, gli ultimi superstiti vennero catturati e ospitati nei giardini zoologici europei, dove si ambientarono malamente e la maggior parte morì in breve tempo senza riprodursi.
L'ultimo esemplare morirà nel 1887 allo zoo di Monaco di Baviera.
Nel 1870, secondo quanto viene tramandato, rimaneva un piccolo branco di 9 esemplari in libertà, si organizzò una battuta per catturarli, purtoppo questa operazione finì tragicamente perché  tutti gli animali morirono, di tutte le mandrie dei cavallini color topo che popolavano le steppe che si affacciano sul Mar Nero, rimaneva solo una femmina, sopravvissuta, scampata a tutti i tentativi di cattura, viveva timorosa e quanto mai diffidente nei paraggi di un branco di cavalli domestici.

Durante un inverno particolarmente rigido fu catturata ed accoppiata con uno stallone domestico, ma, arrivata la primavera riacquistò la libertà con la sua creatura; dopo molti anni, fu riscoperta da alcuni contadini non distante da Askania Nova.
Si scatenò allora una nuova caccia alla giumenta selvaggia che chiamerò: Svobòda/Libertà.
Secondo quanto ci tramanda Bernhard Grzimek, si appostarono numerose vedette a cavallo nella steppa  e cominciarono ad inseguirla - alternando spesso le cavalcature - senza darle tregua, Svobòda dette prova di un'enorme resistenza e, malgrado la neve e il ghiaccio, superò ogni ostacolo per dfendere la propria libertà, finché un arto non si incastrò in una buca profonda e si fratturò. Fu la sua fine e quello della sua razza.

Venne catturata, caricata su un carro, operata rozzamente, si cercò persino di sostituirle - maldestramente - l'arto con uno artificiale.
Morì il giorno di Natale del 1879. L'uomo aveva estinto un'altra razza di animali.... quante altre son sparite da allora e a quando la prossima?

Su quest'argomento vi propongo 

http://www.lorologiaiomiope.com/il-prezzo-della-liberta-dramma-in-tre-atti-equus-ferus-przewalski/