"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

venerdì 19 agosto 2011

militaria 1

Si fanno le guerre perchè ci sono i militari ? O ci sono i  militari perchè si fanno le guerre ?
Il quesito ricorda quello "dell'uovo e la gallina".
Quale che sia la risposta, penso dei militari e del militarismo "tutto il male possibile", non tanto  per la violenza e per l'uso delle armi - in fondo sono la loro ragione sociale - quanto per la "stupidità" ad esse collegate.

Un film: - "Full Metal Jacket" di Stanley Kubrick ed un libro: - "Un Anno sull'Altipiano" di Emilio Lussu, tra i tantissimi esempi - possono ben rappresentare questa realtà.


Sulle due tragedie, incombono - più che i gas nervini della guerra 15-18 e le bombe al napalm della guerra del Viet Nam - l'assenza della ragione, la mancanza di senso critico, lo sfuggire alla responsabilità personale, l'inesistenza di iniziative dettate dalla logica...insomma trattasi di un ambiente dove vige e viene praticata e premiata l'obbedienza "pronta ed incondizionata " .

"Prontezza e incondizionamento" dietro i quali si giustificano le più feroci nefandezze, Eichman, Kapler, Priebke - secondo loro - "obbedivano agli ordini", se a questo uniamo gli altri "valori" militari: - la tradizione, la conservazione, la "patria", lo spirito di corpo e di emulazione, l'audacia, il rispetto delle gerarchie il risultato che se ne ricava può essere sintetizzato in una sola parola: - fascismo.

Prima di parlare del rapporto lallo-militari...perchè di questo dirò, mi piace scrivere qualcosa di Melania Rea...che bella!

 Chi ha spento il sorriso di questa giovane mamma è una bestia che merita il massimo disprezzo e - speriamo - il massimo della punizione.

Il caso di Melania ha messo sotto gli occhi di tutti noi una anomalia, una contraddizione in termini,  un controsenso di natura: - le donne soldato...dei "freaks""freaks".

"Soldatessa" è come dire:  "leone vegetarianio", "alcolista astemio", "fascista democratico"...scrivo su quest'argomento perchè ho letto nel ueb gli interrogatori delle soldatesse, e di quella emerita testa di ca...caporalmaggiore di Parolisi e ho visto un ambiente che conosco bene: - quello militare e delle creature che dovunque dovevano stare tranne che in una caserma.

Sottolineo che vedo bene/benissimo le donne poliziotto, camioniste, maniscalco, ecc. ecc....ci mancherebbe, quello che è - per me - inconciliabile è la vita militare, la mentalità di soldato e la donna: - soldato - uomo "assoldato" per uccidere e farsi uccidere, per odiare e per farsi odiare senza pensare senza ragionare...non parlatemi di "missioni umanitarie" che mi incazzo come un bufalo !


La donna per sua natura è : - Vita, Amore, Allegria, Bellezza, Armonia tutto il contrario di una "caserma"...allora, care amiche fate pure le astronaute, le top manager, le presidenti del consiglio, le operatrici ecologiche, le stiliste, ma lasciate il privilegio della carriera militare a noi uomini che abbiamo alcuni milleni di esperienza nel campo ed una naturale propensione alla violenza e alla aggressività specialmente verso i più deboli.

LA GUERRA DEI VIGLIACCHI
 

Violenza ed aggressività che inquadrate militarmente e supportate dall'uso delle armi, conducono direttamente alla bieca imbecillità e alla cieca stupidità, il tutto condito da una infinita presunzione.

Va da se che il profondo dissenso che esprimo verso i militari è rivolto alla istituzione, non ho alcuna difficoltà ad affermare che tra i militari - presi singolarmente - ci sono ottime persone, persone insignificanti e pessimi soggetti, poi di tanto in tanto capitano dei personaggi eccezionali, i Geni: - L'Hotte e Caprilli furono due di questi.

Chiudo questa parte dell'argomento citando il motto di un mitico colonnello: -


               firmato: -  colonnello Buttiglione


Prima di proseguire sulle "puttanate equestri militari", forse è il caso di fare alcune piccole precisazioni a favore dei giovanissimi - che so che mi stanno seguendo - ma anche a vantaggio dei "parvenus" dell'equitazione, cioè di quelli che si sono avvicinati da adulti al lallo e si sono imbattuti nelle "nuove tendenze" conoscendo affatto le "vecchie" e sopratutto senza conoscere - al pari dei pargoli - la realtà vera di quando i cavalli facevano i cavalli e a nessuno passava per la mente di chiamarli "lalli".


"Il cavallo: la più bella conquista dell'uomo."

Così recita il bel detto del cavaliere, per doveroso contrapasso ecco l'aforisma del lallo:

"La peggiore disgrazia che potesse capitare al cavallo fu di essere "la più bella conquista dell'uomo." 

Se al fatto aggiungiamo che i "conquistatori" del lallo furono principalmente i militari, allora la "disgrazia" diventa/è diventata una tragedia di bibliche proporzioni.

Andiamo ad analizzarla in "militaria2" assieme alle "simpatiche" soldatesche ippoputtanate.