Mi direte: cosa c'entra il circo delle pulci coi cavalli?
C'entra c'entra, ma non per il fatto che prima il circo si chiamava equestre.
Ma prima beccatevi questi video tanto per avere un'idea di uno spettacolo in voga tra metà dell'ottocento e novecento:
In realtà, si trattava - più che altro - di uno spettacolo di illusionismo messo su usando calamite, molle e altri aggeggi simili ma, effettivamente. delle pulci erano "addestrate".
Erano addestrate a non saltare, come?
Le si mettevano in delle provette di vetro trasparente molto strette, in maniera tale, che il simpatico ematofago, ad ogni balzo, desse delle sonore capocciate contro l'invisibile barriera, dagli oggi e dai domani la imbattibile saltatrice si convinceva che non era igienico spiccar balzi e saltelli.
.Faceva questo vispo "ragionamento": se salto mi viene un tremendo malditesta e spendo una fortuna in momentdol, se - invece - vado a spasso giuliva non mi accade nulla e risparmio le ingenti spese farmaceutiche... che faccio?
Di fronte a queste due alternative perfino Gasparri non avrebbe avuto dubbi e avrebbe scelto/si sarebbe rassegnato a non saltar più manco se gli sparano, infatti, le allegre sifonattere - dopo quel lieto trattamento - anche messe al di fuori delle loro provettine, rinunciano completamente alla loro attitudine naturale più caratteristica: il saltare.
Dunque, le pulci forti dell'esperienza passata, si comportano di conseguenza, cosa è successo^
I suoi salti sono stati puniti con tremende craniate nel vetro, e il suo paseggiare è stato premiato dalla mancanza di testate nel "soffitto", la stessa cosa avviene con gli animali superiori, che vengono addestrati con premi e punizioni.
Per lo vero, si può addestrare una foca, una capra, un cercopiteco, un cavallo ecc. ecc. a fare dei giuochetti strabilianti usando solo premi, premiando - cioé - i comportamenti desiderati ed ignorando quelli non richiesti, in pratica facendo al contrario di quello che facevano con le pulci.
In questa maniera avremo risultati del genere:
In effetti, l'ignorare la risposta sbagliata è già una punizione in quanto il premio non viene elargito, così come, per le pulci, il promenare invece che saltare è premiato dal
fatto che lo "intelligentissimo" insetto non prende quelle sonore capocciate nel vetro della provetta.
Qualcosa di simile avviene per addestrare i cavalli a star fermi quando il cavaliere scende... quante volte abbiamo visto nei film western il cavallo del nostro eroe aspettare pazientemente - senza esser legato - che questi finisse la scazzottata d'ordinanza col cattivo?
Bene, si tratta del risultato di un addestramento ottenuto con lo stesso sistema col quale si istruiscono le pulci a non saltare.
JDO (ma non solo lui) ha usato il principio alla base di questo sistema per ottenere fantastici risultati sia come cavaliere che come tecnico e come teorico dell'equitazione sportiva.
Guardate il breve filmato quì sotto:
Tutti restiamo ammirati nel vedere la docilità di questi animali, talmente affidabili che quel bimbo si permette di considerarli il suo "parco giochi".
Prima di continuare leggete questo breve brano e - se volete - seguite il link dove gli equietici si scatenano contro l'uso delle pastoie, di questo passo - secondo queste emerite teste di minchia - sarà perfino vietato legare un lallo all'anello..
L’ultimo “incidente” di tal tipo è occorso alla Camosciara, una delle zone più belle del Parco Nazionale. La signora Sonia Neri, in visita nei luoghi, nota nei pressi di un cartello dell’Ente Parco riportante la scritta “non molestare gli animali”, alcuni cavalli legati per le zampe anteriori. Scontata l’indignazione ma la risposta che avrebbero fornito alcuni lavoranti presenti sul posto (i proprietari, a quanto pare, erano assenti), è quella della tradizione che si tramanda di padre in figlio e che serve a giustificare l’addomesticamento degli animali. Una spiegazione che però non lascia affatto soddisfatta la turista che è intenzionata a denunciare il tutto. “Trovo queste giustificazioni a dir poco sconcertati – riferisce la signora Neri a GeaPress – Sono convinta che già le immagini parlino in maniera chiara“.
Già, perché di questo si tratta.
Per addestrare quei lalli a fare il "parco giochi" è stato necessario uso delle balze o delle pastoie.
Quei cavalli valgono tanto oro quanto pesano, state certi che è quasi impossibile che tirino calci, che facciano scatti improvvisi, che scappino alla prima situazione "strana".
Loro sanno che fino a quando hanno le redini che gli penzolano davanti è meglio star fermi qualunque cosa accada.
Anni fa, conobbi un cavallo argentino, appunto, che stava fermo bel bello mentre gli altri lalli si muovevano e andavano e venivano attorno a lui, era un castrone grigio già anziano, capitò in pessime mani e fece una brutta fine.
Però quell'incontro mi sollecitò ad insegnare questo sistema al mio puledro che avevo in addestramento già avanzato.
Dunque, per abituare il lallo alle pastoie bisogna avere il "pelo sullo stomaco", sangue freddo, calma e un recinto con un buon fondo morbido in sabbia: stranamente - avendo tutte ste cose - cominciai l'impresa.
La prima volta è meglio non usare le balze (si possono rompere) o le pastoie (possono tagliare), ma adattare qualcosa di morbido e largo in maniera tale da evitare i suddetti problemi.
Tagliai, da un vecchio montgomery, delle lunghe strisce di robusto tessuto con le quali impastoiai l'ignaro puledro e mi allontanai con in tasca il mio fido coltello ben affilato.
Cosa succede, quando il lallo si sente preso alle gambe?
Cerca di liberarsi.
E se non ci riesce?
Da di matto!
E' normale.
Prima di continuare nel ricordo domandiamoci perché gli allegri cauboi e i simpatici gauci si impegnano in quei giuochi - in vero - pericolosi e diamoci una risposta.
Nelle ubertose praterie e nella pampe sconfinate è essenziale che i lalli stiano fermi/non si allontanino quando il loro padroncino scende di sella e stiano immobili quando deve bardarli dato che sia nelle "ubertose" che nelle "sconfinate" è assai difficile trovare alberi o robusti arbusti dove legare il fido lallo.
Dunque, si abitua il lallo - tal quale le pulci - a stare fermo quando viene maneggiato dall'uomo, nel video sotto, si vede come gli allegri gauci trattano un puledro in fase di doma: con normale naturalezza anche perché è impastoiato ai tre piedi... praticamente deve stare fermo.
Di sicuro, quel grigio ha già provato le pastoie nel recinto - forse - sulla sabbia e ha capito che se sta fermo è meglio per tutti... sopratutto per lui.
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Torniamo a noi.
Mi ero già messo dietro lo steccato quando il Caimano ha capito che c'era qualcosa di strano, qualcosa gli impediva di muoversi come prima.
Ha "assaggiato" la pastoia, poi ha tentato di liberarsi con la forza, non riuscendoci ha cominciato a scappare... ha tentato di scappare