Per
anni ho fatto un'attività che mi impegnava la Domenica e i giorni
festivi, cioè, quando i miei amici cavalieri organizzavano liete
passeggiate, per non rinunciare, le lunghe
escursioni a cavallo le facevo il Martedì, il mio giorno di riposo, da
solo o per meglio dire col mio cavallo.
Sceglievo i miei itinerari facendo come punti di riferimento: maneggi, club privati e strutture di amici che avevano cavalli in un raggio dai 20 ai 40 km distanza, in modo da riempire gran parte della giornata a cavallo.
Quella volta partii all'alba, la distanza era particolarmente lunga, Fiorello - come al solito - era tutto eccitato, capiva, dalla differente bardatura, che si andava a trovare le "ragazze".
Mi ero preparato il percorso seguendo le cartine militari della zona, ma tra le carte e la strada la differenza è grande... col tempo contadini e privati si sono appropriati delle "trazzere" mettendo cancelli, reticolati e passi. avevo con me le tenaglie per il filo spinato ma contro cancelli e catene a niente servivano.... dunque, dopo alcuni tentativi di aggirare gli ostacoli, presi la decisione di seguire la strada provinciale che va da Mazara del Vallo a Marsala.
Strada infame: una corsia per senso di marcia, traffico pesante, niente linea ciclabile o pedonabile.
Ero ben conscio di tutto ciò, ma dovetti fare di necessità virtù, anche perché cominciava a fare un gran caldo.
Mentre di lato sfrecciavan auto e camion, mi metto stretto stretto a destra e - al passo - mi avvio nella mia direzione, ad un tratto mi sento accostare da un furgone blù , mi fermo, e un maresciallo dei carabinieri senza scendere dalla macchina mi fa: cosa fa quì ??
Già il fatto che non avesse salutato mi fece incazzare...
...vado a cavallo non vede??
.. lo sa che è proibito?
...proibito? e perchè? Questa è una strada provinciale, non c'è un cartello di divieto specifico, sono maggiorenne, il cavallo è assicurato... cosa vuole ??
Evitai il: - "cosa minchia vuole?" per evidenti ragioni, ma così pensai.
... ma è pericoloso, il cavallo si può imbizzarrire!!
Il cavallo è tranquillissimo, specialmente se nessuno gli rompe le scatole...
Infatti Fiorello, sudato, schiumante dopo un paio d'ore di strada, era contentissimo di star lì fermo.
Ma lei intralcia il traffico!!
Marescià, quì se c'è uno che intralcia il traffico è lei... infatti s'era formata una bella fila che aspettava disciplinata i comodi della "autorità" costituita - gli feci gesto col pollice, lui si girò...
capì e fece all'autista: andiamo andiamo e partì, ancora una volta, senza salutare.
MARESCIA'... POI NON VI LAMENTATE SE VI METTONO NELLE BARZELLETTE!!!.... gli urlai dietro: stranamente fece finta di non sentire.
Ma non finisce quì, la giornata riservava ancora un incontro tragicomico con i rappresentanti della "fedelelissima".
Contrariamente
al solito, quella volta, la mia destinazione era una struttura
scolastica, le mie allieve, sapendo della mia attività equestre mi
avevano invitato ad andare a trovarle a cavallo, per conoscere
Fiorello e per offrire un piccolo rinfesco.
Infatti, ero istruttore di tecnica alberghiera in un corso professionale, per le lezioni teoriche eravamo ospitati presso una scuola media che si trova praticamente in campagna, dunque la presenza di un cavallo non avrebbe disturbato nessuno.
Infatti, ero istruttore di tecnica alberghiera in un corso professionale, per le lezioni teoriche eravamo ospitati presso una scuola media che si trova praticamente in campagna, dunque la presenza di un cavallo non avrebbe disturbato nessuno.
I
bidelli mi misero a disposizione l'acqua per far la doccia al
cavallo, un angolo per somministrargli la profenda mentre noi: le
allieve e gli altri docenti onoravamo il semplice rinfresco.
Alle tredici e trenta, la scuola chiudeva, dunque, spostai il cavallo fuori dal cortile della scuola, lo legai alle inferriate con accanto la sella lasciata ad asciugare "panza all'aria".
Tutti andarono via: alcune centinaia di ragazzini vocianti, i professori, i bidelli e le ragazze... restai solo col cavallo, volevo dargli ancora un oretta di riposo.
Io mi sistemai sotto un albero a leggere un libro sorseggiando una mezza birra ormai diventata tiepida e, come è naturale, la birra bevuta in precedenza fece effetto, mi rialzai e mi avviai nel mezzo del grande spiazzo asfaltato dove c'era un mucchio di pietrisco e cominciai a pisciare... la scena: sole siculo di mezza estate alle 14.30, edificio scolastico solitario completamente deserto, con tutto attorno vigne, dall'altra parte dello spiazzo grandi alberi, alle mie spalle la strada provinciale poco lontana ma non si vedeva perchè sopraelevata.
Avevo quasi del tutto evaquato la vescica, quando sento alle spalle una macchina che arriva veloce e mi si pianta dietro con stridore di freni.
Ripongo L'attrezzo, mi giro e un carabiniere - quasi un ragazzo - esce dalla "pantera" e chiede burbero:
"cosa sta facendo?"
...io alzo le mani e dico: - "mi arrendo! e confesso: stavo pisciando non credevo fosse così grave!!"
Il ragazzo - alla mia risposta è interdetto - l'altro carabiniere è già sceso, guardano il cavallo, io ho abbassato le mani e aspetto la frase di rito: DOCUMENTA!
Nel mentre, arriva un'altra volante e pianta i freni e scende un baffutissimo milite:
Raffaè che minchia fai ?? è il mio amico Nino, carabiniere ma anch'egli cavaliere!
La sua provvidenziale presenza, mi evitò imbarazzanti spiegazioni e mi dette la ragione di quello strano spiegamento di forze.
Dietro quegli alberi, abbastanza lontana, c'era la villa di un magistrato, infatti, poco prima era passata una camionetta militare (forse per il cambio di guardia) e vedendo un tipaccio barbuto accanto ad un cavallo ha dato l'allarme.
Minchia!
Ninuzzu, ma che si credevano, che ero un attentatore?
Che - tanto per non dare nell'occhio - viene a compiere ll misfatto da solo e a cavallo?
Poi, per preparare una pronta fuga gli toglie la sella, lo lega ad una cancellata di un edificio pubblico, e - per passare inosservato - si mette a pisciare nel mezzo di una "piazza d'armi"?
Mah!
finì a risate... Nino mi spiegò la strada migliore per tornare a casa e mi scortò - coi lampeggianti ben visibili - nel breve tratto di provinciale che bisognava affrontare per forza.
Alle tredici e trenta, la scuola chiudeva, dunque, spostai il cavallo fuori dal cortile della scuola, lo legai alle inferriate con accanto la sella lasciata ad asciugare "panza all'aria".
Tutti andarono via: alcune centinaia di ragazzini vocianti, i professori, i bidelli e le ragazze... restai solo col cavallo, volevo dargli ancora un oretta di riposo.
Io mi sistemai sotto un albero a leggere un libro sorseggiando una mezza birra ormai diventata tiepida e, come è naturale, la birra bevuta in precedenza fece effetto, mi rialzai e mi avviai nel mezzo del grande spiazzo asfaltato dove c'era un mucchio di pietrisco e cominciai a pisciare... la scena: sole siculo di mezza estate alle 14.30, edificio scolastico solitario completamente deserto, con tutto attorno vigne, dall'altra parte dello spiazzo grandi alberi, alle mie spalle la strada provinciale poco lontana ma non si vedeva perchè sopraelevata.
Avevo quasi del tutto evaquato la vescica, quando sento alle spalle una macchina che arriva veloce e mi si pianta dietro con stridore di freni.
Ripongo L'attrezzo, mi giro e un carabiniere - quasi un ragazzo - esce dalla "pantera" e chiede burbero:
"cosa sta facendo?"
...io alzo le mani e dico: - "mi arrendo! e confesso: stavo pisciando non credevo fosse così grave!!"
Il ragazzo - alla mia risposta è interdetto - l'altro carabiniere è già sceso, guardano il cavallo, io ho abbassato le mani e aspetto la frase di rito: DOCUMENTA!
Nel mentre, arriva un'altra volante e pianta i freni e scende un baffutissimo milite:
Raffaè che minchia fai ?? è il mio amico Nino, carabiniere ma anch'egli cavaliere!
La sua provvidenziale presenza, mi evitò imbarazzanti spiegazioni e mi dette la ragione di quello strano spiegamento di forze.
Dietro quegli alberi, abbastanza lontana, c'era la villa di un magistrato, infatti, poco prima era passata una camionetta militare (forse per il cambio di guardia) e vedendo un tipaccio barbuto accanto ad un cavallo ha dato l'allarme.
Minchia!
Ninuzzu, ma che si credevano, che ero un attentatore?
Che - tanto per non dare nell'occhio - viene a compiere ll misfatto da solo e a cavallo?
Poi, per preparare una pronta fuga gli toglie la sella, lo lega ad una cancellata di un edificio pubblico, e - per passare inosservato - si mette a pisciare nel mezzo di una "piazza d'armi"?
Mah!
finì a risate... Nino mi spiegò la strada migliore per tornare a casa e mi scortò - coi lampeggianti ben visibili - nel breve tratto di provinciale che bisognava affrontare per forza.