"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

sabato 31 ottobre 2015

Il maresciallo Canto.

Saranno un 15 anni fa, mi recai nel maneggio di un mio vecchio amico, era di prima mattina e di solito, a quell'ora, non c'era quasi mai nessuno;  in quella, gran confusione: una incudine che canta, 5 - 6 cavalli schierati agli anelli, c'è una gip attrezzata per la mascalcia, una macchina di appoggio e 3 omaccioni  - sembravano 3 avanzi di galera - che si danno da fare: chi toglie i ferri, chi ribatte i chiodi, chi inchioda... ad un certo punto, un ragazzetto molto magro e riccioluto mi si fa incontro sorridente e mi fa: ciao Lello. mi abbraccia e bacia, io lo guardo stranito e gli dico: chi minchia sei?

Sono Alessandro, Alessandro Clemente  da ragazzino venivo nel vostro maneggio a Casteldaccia, ora faccio il maniscalco... già, il fatto che mi avesse chiamato Lello mi aveva insospettito, da tanti anni nessuno più mi chiama così, lo fa solo mia moglie in momenti di intimità.

Come potevo riconoscerlo?
Lui, a quel tempo,  avrà avuto 10/12 anni e me lo ritrovo davanti a 30 !!

Mi compiaccio dell'incontro e dell'impresa messa su: arriva in un maneggio con la sua squadretta e ferra tutti i cavalli, lui pareggia e supervisiona, gli altri si occupano del resto.

Mi dice che monta ancora, fa salto ostacoli e ha un paio di cavalli da concorso... ha cominciato a fare il maniscalco andando appresso al M/llo Canto di cui vi ho accennato e quando, il maresciallo - forse costretto dai figli - si è ritirato, Alessandro si è messo in proprio ma ha continuato a studiare l'argomento, ed è stato per un consistente periodo in Inghilterra - infatti sa forgiare sia all'inglese che all'italiana - e ha fatto altri corsi specifici specialmente sulla metallurgia con il "padreterno" dei maniscalchi attuali, il m/llo Blasio.

Come da titolo, voglio dilungarmi sul m/llo Canto: un vero signore, lo definivo un "uomo dell'ottocento", aveva una grazia, un'educazione, una signorilità da tempo perdute; quando veniva da noi era mio ospite, a volte portava sua moglie: una signora coi capelli completamente bianchi, piccola, minuta, con gli occhietti azzurri sempre sorridenti.

Quando, per lavoro, mi trasferii a Sciacca, mi portai appresso i miei due cavalli e - data l'amicizia - gli chiesi di venirmeli a ferrare e lui - per amicizia - venne: 200 km per fare due cavalli ?!
All'occasione, dissi a Gregorio che se voleva poteva fargli ferrare anche la sua cavalla e così fu.

Il Maresciallo arrivò di mattina molto presto, andammo a ferrare prima Saridda, poi da me per Monella e Rombo, ferrato Rombo attaccò con Monella, Gregorio ed io ci alternavamo a tenere i piedi, già da un pò vedevo che il maestro era strano, gli chiesi: mariscià qualcosa non và?... nenti... nenti e continuò il suo lavoro.
Io e Gregorio ci guardammo in faccia, era evidente che il meschino - già anziano - stava male... insistetti: mariscià, si fermasse, vole n'a tanticchia d'acqua?... No, no, va tutto bene, sugnu a postu.
Come che sia, quando piantò l'ultimo chiodo in un posteriore di Monella, cercò di sollevarsi ma - se non l'avessi preso al volo - sarebbe caduto per terrà.

Lo portammo in braccio alla macchina e di corsa all'albergo dove lavoravo che era lì vicino: mi feci dare una camera e feci chiamare il dottore dell'hotel che venne di corsa.
Nel mentre, il Maresciallo, pur sofferente, si scusava per il distrurbo (sic!) che ci stava dando... colica renale, niente di grave ma di estremamente doloroso; dicono che i dolori della colica sia paragonabili a quelli del parto, eppure, Il suo senso del dovere, la sua dignità, la sua disciplina gli imposero  di non lasciare il lavoro a metà, aveva resistito, questo era il primo maestro di Alessandro.

Ma torniamo a quell'incontro con Alessandro maniscalco.
Gli faccio: senti, ho un puledrone che non è stato mai ferrato, quando finisci quà me lo fai? Certo.
Così Oddo fu ferrato per la prima volta da Alessandro... poi, dopo un 4 anni di ferrature, l'ho tenuto scalzo per 7/8 anni finché, per necessità - il cavallo aveva cominciato a lavorare sul serio con Cimarosa - sono stato costretto a farlo riferrare.
Curiosamente è stato ancora una volta Alessandro a farlo, infatti, si trovava nel maneggio di Cimarosa per ferrare un lallo dai piedi impossibili e - dato che c'era - ha fatto pure Oddo... già, il Nostro, dopo aver sperimentato le ferrature in serie, a catena di montaggio, ha puntato sulla qualità, ora ha solo clienti selezionatissimi ma la sua prestazione costa esattamente il doppio di quella di un normale maniscalco, ovviamente fa ferri su misura e alcuni veterinari chiamano lui per risolvere problemi grossi. 

Nel frattempo, si è messo a dar lezioni, guardate:





Perché tutta questa tarantella?

Il mio cavallo è in "pensione", ha la navicolite e ha bisogno di ferrature e pareggi speciali, dopo  il ritiro, ho provato a rimetterlo scalzo con pessimi risultati, da Luglio scorso, ho ripreso a farlo ferrare, non posso permettermi Alessandro (che tra l'altro è lontano), dunque,  lo fa Ezio:  è un giovane del posto di 29 anni, è molto bravo ma - ovviamente - deve fare esperienza, intanto, periodicamente va a Sansiro alla scuola di mascalcia a prender lezioni da un allievo del m/llo Blasio... la qualità ritorna!

Per ora, Oddo ha bisogno della rimessa ogni 30 giorni, il mio progetto è di portarlo pian piano ai ferri aperti rullanti ma senza solette, pertanto, discutiamo assieme di come intervenire di volta in volta, e - sostanzialmente - segue le mie direttive (sono diventato, mio malgrado/purtroppo uno dei massimi esperti itagliani in navicolite).. così, qualche settimana fa, parlando di maniscalcia mi ha detto che ha cominciato andando - giovanissimo - a "tenere il piede" ad Alessandro per quasi due anni.

Che strana la vita, se non avessi "creato", circa 40anni fa, quel maneggio, Alessandro bambino non sarebbe potuto venire da noi quasi ogni giorno a "vedere" i cavalli, quindi, da giovinetto non sarebbe andato ad imparare col m/llo Canto, forse non l'avrebbe mai conosciuto, forse sarebbe diventato un commerciante, un impiegato,  chissà!
Dunque, Ezio non sarebbe mai potuto diventare maniscalco, almeno non nella maniera di come è accaduto.

... ho sentito dire che in una tomba egizia è stato trovato un papiro dove è scritto qualcosa del genere: leggi il mio nome e io non sarò morto, com'è vero! La nostra immortalità, quella di noi gente comune, dura fino a quando qualcuno - anche distrattamente - ci ricorda, poi l'oblio assoluto...

Dunque, caro Vittorio, fino a quando qualcuno leggerà queste righe tu vivrai ancora, per ora mi piace pensare che, il mio principale maestro di "cavallinità", ferra il mio cavallo, lo ferra ancora... con le mani di Ezio.