"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe
"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."
domenica 18 ottobre 2015
Don Raffael
Ogni tanto gioco qualche numero al lotto, pochi euri: "tanto per tenere la porta aperta alla fortuna", questo è tutto il mio rapporto col giuoco d'azzardo.
A quel tempo, frequentavo un gruppo di persone: Paolo, Bebo, Franco, il Maresciallo, l'Avvocato... tra le quali c'erano alcuni personaggi che frequentavano le sale corsa, scommettevano sui cavalli: studiavano le genealogie, le attitudini, i curricula dei lalli; sapevano vita morte e miracoli dei fantini, conoscevano le piste, valutavano le condizioni atmosferiche, tutto per azzeccare la puntata vincente.
Una sera, seguivo distrattamente i ragionamenti di Paolo, che, con in mano un giornale ippico, studiava come fare le puntate il prossimo turno di corse.
L'occhio mi cadde su un nome, don Raffael... presi 10.000 lire e dissi: puntale su questo cavallo: vincente.
Paolo disse: è un buon cavallo ma è meglio giocarlo piazzato, in questa corsa, ci sono altri più forti di lui difficile che arrivi primo.
Ribadii: Vincente!
La cosa finì lì, confesso che la giocata non era in cima ai miei pensieri, avevo puntato solo per affinità di nomen e me ne dimenticai quasi subito.
Dopo qualche giorno arriva Paolo e mi mette in mano centodiecimila lire e fa: don Raffael ha vinto... l'ho giocato anch'io, c'ho vinto un milione!
Sono stato l'unico della sala che ha azzeccato la scommessa, sai quanti mi mi hanno chiesto: ma come hai fatto? Che notizie hai avuto?
Naturalmente non ho risposto, mi son limitato a bofonchiare qualcosa con aria sorniona... come potevo rispondere: c'ho puntato solamente perché don Raffaé ha scommesso su don Raffael ?
