A livello professionale, equitazione e improvvisazione non possono convivere, non devono coesistere.
Come è sentimento comune, l'equitazione artistica è assimilabile alla danza, è indubbio che ci vuole talento per praticare queste arti, ma il talento deve essere inquadrato in una disciplina ferrea e in un metodo applicato quasi con ascetica dedizione; Nureyev, la Fracci non potevano e non dovevano improvvisare, e se non si preparavano minuziosamente tutti i giorni era meglio che - pur con tutto il loro talento - non si presentassero sul palcoscenico.
Questo per i professionisti, per la gente comune come noi, bisogna fare una piccola ragionevole analisi preliminare e accontentarsi dei risultati ottenuti rispetto alla premessa analitica fatta in maniera onesta e ragionevole, la cui prima domanda da farsi è: quanto tempo posso dedicare all'equitazione?
Se avete a disposizione un oretta 4 volte la settimana è meglio puntare basso, molto basso.
Quello a cui non c'è limite è formarsi culturalmente, anche un rozzo cavallaro come me, in vecchiaia può capire/ha capito tante cose, che poi riesca a metterle in pratica o a trasmetterle è tutto da vedere, di certo provo a sollecitare i giovani ad applicarsi e do loro il modo di conoscere i veri maestri dell'arte equestre, ci provo/ci sto provando con questi miei blog e la mia partecipazione, sia pur eccentrica, ad un inclito foro del quale non posso fare il nome: Cavallo Planet.
Inoltre, a poco a poco, la parola "cavallerizzo" - il Maestro di Equitazione, colui che sa addestrare cavalli e formare cavalieri - sta diventando di nuovo di uso comune, era stata cancellata dal glossario equestre itagliano dalla casta militare caprilliona che aborriva/che aborre il dressage, il lavoro di scuola, il lavoro dei cavallerizzi da circo, che fatto ai livelli di Luraschi, Bartabas, Pignon è Arte suprema, coi risultati disastrosi che abbiamo visto/che vediamo, appunto.
Anni fa un ragasso che conosco, riuscì ad avere un contatto con uno dei più stretti collaboratori di Bartabas, e gli chiese come fare per entrare all'accademia di Versailles, il tizio lo vide montare, capì che aveva passione e gli disse: bene, vai un anno da un vero maestro e ne riparliamo.
Purtroppo (per lui) il ragasso non seguì quel consiglio
Come vedete, il governo ha affidato a Bartabas parte delle antiche scuderie di Versailles per fare accademia, creare spettacoli, incassare denaro, dare lavoro - direttamente e indirettamente - ad alcune centinaia di addetti e per mantenere viva una tradizione.
Vi immaginate - se esistesse - il corrispettivo italiano di Bartabas che chiede di fare qualcosa di simile alla Reggia di Caserta, alla Floridiana di Napoli, alla Favorita di Palermo, a Villa Borghese a Roma, ai Giardini di Boboli di Firenze, alla Venaria di Torino, in una qualsiasi Villa Palladiana Veneta?
Ovviamente la domanda è retorica, ma, ammesso che prendiamo la creta e impastiamo/creiamo un altro Luraschi e gli mettiamo a disposizione Villa Panphili, quanti giovani accorrerebbero, ma sopratutto quanti resisterebbero ai sacrifici e alla ferrea disciplina necessaria per avere risultati significativi coi cavalli?
La risposta: BOH!!!!???