"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

giovedì 31 marzo 2011

Un benvenuto.

Nino Barresi e Zaira: - campioni regionali 1994.

Prima di passare alla pubblicazione del prosieguo delle mie traduzioni, voglio dare il benvenuto ad un "ragazzo" che si è aggiunto ai lettori di questo blog.

Non amo l'ambiente del s.o. - la maggior parte dei concorrenti sono/devono essere"figli di papà", papà in grado di sborsare molti tanti tantissimi euri per l'acquisto di cavalli in grado di saltare e di competere.

Nel corso degli anni ho visto centinaia di ragazzini cominciare entusiasti questo sport per poi abbandonarlo delusi per le più svariate ragioni, l'accesso a quest'ambiente, per i "figli di mammà",  è difficilissimo ed è quasi impossibile per loro raggiungere l'eccellenza.

Nino Barresi è un mio amico - oggi istruttore equestre professionista - certamente è un "figlio di mammà", ma ha fatto eccezione alla regola.

Lo conosco da quasi 30anni, da quando lui era poco più di un'adolescente;  mi ha sempre fatto simpatia prima di tutto per la sua educazione e la sua gentilezza e la sua grazia... maniere con le quali tratta regolarmente i bambini suoi allievi..

Ha gareggiato - vincente - a livello regionale con una puledra acquistata per poche centinaia di migliaia di lire da un pecoraro e l'ha preparata - a quel livello - lui stesso,  mettendo in riga cavalloni tedeschi e olandesi e irlandesi comprati a decine di milioni di vecchie lirette dai "figli di papà".

Gli furono offerte grosse somme per Zaira, una morellina con una ampia sfacciatura ed un portamento della coda impertinente, Nino non volle mai cederla, fino a quando - ormai anziana - la vendette come "nave scuola" al papà di un suo allievo particolarmente promettente, sicuro di metterla in buone mani.

Passò un'annetto, si sa, i casi della vita ci portano su altre strade, Nino si dovette allontanare da quella struttura dove operava, Zaira che - come tutti i saltatori che hanno "saltato grosso" - qualche problema agli anteriori l'aveva, ed era diventata "vecchietta".

Probabilmente,  il pargolo voleva un "cavallo fresco"  per gareggiare, o forse si era stufato dell'equitazione e voleva passare al go kart...non lo so, fatto sta che la giumenta fu venduta ad un commerciante, Nino - per puro caso lo seppe -  la sera prima che venisse il camion del macellaio a prendere la cavalla, si presentò dal padre del "promettente allievo", gli ficcò in bocca un assegno e si portò via la giumenta.

Zaira è vissuta libera, assieme ad un altra giumenta,  in un grande uliveto fino alla fine naturale dei suoi giorni.

Mi pare una bella storia di una bella cavalla e di una bella persona...approfittando dell'occasione,  mi è piaciuto raccontarla.