Abbiamo visto che possiamo flettere, piegare, torcere il collo dello lallo come più ci aggrada, punto.
Quanto scrivo è tratto dal Dresser c'est simple il testamento equestre di JDO (chapeau!), sono concetti che - estremizzati - ho fatto miei.
Quì sotto c'è il famoso schemino che propaganda la convinzione corrente che il lallo si arrotonda attorno la gamba quando questa effettua una pressione alla cinghia... è falso arcifalso.
Si continua a dare credito a vecchie impressioni sbagliate che, ripetute migliaia di volte, son diventate verità costituite.
E' senz’altro vero che spesso il cavaliere ha la sensazione che il suo cavallo si incurvi lateralmente e che si pieghi longitudinalmente.
Questa è la sensazione ed è stato normale concludere che una mera impressione sia la realtà, non c’è niente di male a riconoscere oggi quest’errore, che non vuol essere una critica contro i nostri predecessori.
Col tempo, sono state riviste tante vecchie credenze e affermazioni scientifiche, il signor Galilei aveva compreso che la terra gira ma è giunto a molte conclusioni sbagliate per quanto riguarda le leggi che regolano i movimenti della volta celeste. Ma chi può rimproverarlo?
Esattamente come fanno questi giocatori di polo, uno curva e l'altro - accortosi che stringe troppo/piega troppo - raddrizza, come fa il motociclista, per non andare per le terre.

Addirittura, quì sotto c'è un lallo scosso al palio di Siena che nella violenta piegata a dx si riequilibra spostando l'incollatura a sx.

Dunque, si tratta di equilibrio che in termini di dressage si chiama riunione, ma prima di parlare di rassembler, facciamo un accenno al ramener, in italiano piego diretto, sarebbe potuto essere INCASSO da incassare... ma lasciamo stare.
Il ramener è dettagliatamente descritto da Decarpentry nel suo Equitation Academique ed è messo assieme alla masticazione cioè alla cessione della mascella del lallo che - empiricamente - è la dimostrazione del rilassamento, della decontrazione del bestio.
Vi risparmio tutte le argomentazioni e andiamo al succo, cos'è e a cosa serve il ramener?
Ecco in sintesi cosa dice il Nostro: Il ramener è il bloccaggio dell'angolo della testa con l'incollatura, la fronte del lallo vicino alla verticale, con la nuca messa come punto più alto.
Comunque il ramener deve essere il risultato dell'impegno dei posteriori sotto la massa del cavallo, dell'impuso e della riunione nell'equilibrio.
Bene.
Però... il lallo può essere equilibrato, riunito, nell'impulso, impegnato di posteriori.... senza ramener!
L'importante è che il lallo rilevi l'incollatura, sposti del peso verso le chiappe, e le abbassi leggermente altrimenti non può riequilibrare una beatissima minchia!
Ve lo dimostro... ma non prima di aver rilevato che il dottissimo Decarpentry, per accreditare la necessità del ramener nel sollevamento dell'incollatura, mostra un simpatico disegnino dove si provano i danni del sollevamento fatto senza ramener a confronto del sollevamento con ramener.
Bene, tra il ramener e il collo rivoltato esiste una terza possibilità, quella che mettono in pratica, i gauci, i poleri e JDO... indegnamente, mi son preso la libertà di aggiungere un mio disegnino a quelli pubblicati dal generale Decarpentry per raffigurare il sollevamento dell'incollatura/la riunione senza ramener...
Probabilmente, Decarpentry trattando l'equitazione accademica, manco concepiva il lallo senza ramener, eppure, un lallo in libertà può essere equilibrato, riunito, nell'impulso, impegnato di posteriori senza incassare la testa, senza ramener... chi di noi non ha mai visto un puledro esibirsi al passage in libertà? Eccoli::
A questo punto, abbiamo capito che l'incollatura è il bilanciere dello lallo e agisce sia lateralmente che longitudinalmente sul suo equilibrio. Abbiamo visto che istintivamente il lallo solleva l'incollatura longitudinalmente per passaggiare ma eccovi un esempio estremo: il lallo mette sotto la testa per meglio lanciare in alto l'incollatura per cabrare, cioè, per buttare violentemente il peso all'indietro per sollevarsi a candela:
I lalli, poareti, benché siano ormai andati per le terre, tentano disperatamente di riprender l'equilibrio gettando l'incollatura dal lato opposto alla caduta.
Uno dei grandi meriti di Baucher è stato di aver capito che manovrando l'incollatura del lallo si poteva padroneggiare il suo equilibrio, infatti, il cavallo si sposta su due assi: uno laterale (spostamento del peso da un lato all’altro), l’altro longitudinale (spostamento del peso dal treno anteriore al treno posteriore e viceversa).
I grandi maestri da Baucher a Beudant a Oliveira ci hanno spiegato come si ottiene il ramener, come deve essere nella sua forma ideale, i problemi che possono nascere, i mezzi per risolverli.
Tutti concordano che è propedeutico alla riunione ma nessuno ci spiega perché bisogna imporlo dato che il lallo si riunisce e si equilibra benissimo da solo senza ramener.
Addirittura, per alcuni lalli - data la loro conformazione fisica (collo corto) - è quasi impossibile metterli nel piego verticale, in questi casi, Oliveira suggerisce di non insistere troppo e accontentarsi di un ramener relativo.
Anche, ma non esattamente, fin dall'antichità vediamo lalli in ramener ma..
.
Le parole di Tano Parmeggiani trovano più evidente conferma nell'arazzo di Bayeux.
Si tratta di una serie di foto, quasi di un film, della battaglia di Hastings, vediamo cavalieri in azione e i loro lalli sono, per la quasi totalità, piegati.
E' possibile che sia una convenzione artistica, ma gli abilissimi artigiani, in alcune occasioni (poche), presentano lalli in atteggiamento naturale o incappucciati.
Ecco don Peppino come viene rapresentato:

.Sorvoliamo sulle rappresentazioni agiografiche, il nizzardo aveva certamente più dimestichezza con vele, cime e pappafichi piuttosto che con selle speroni e staffe, pur tuttavia, avendo a lungo soggiornato nell'America Latina, imparò a montare a cavallo e il suo assetto nella foto lo dimostra: staffato in avanti, busto dritto, mano leggera, ben disceso sulle chiappe dimostra di esser ben ancorato al cavallo, il lallo è in atteggiamento naturale le redini a festone con libertà di bocca, in leggerezza... il lbertà condizionata come nella monta di lavoro argentina.Il monumento, pur cercando di esser vicino alla realtà, rappresenta Marsala (una vera rozza) più insanguata, attaccatura di collo leggera, spalla ben inclinata, incollatura elegante, groppa solida, posteriore potente.
Ma se Garibaldi l'ha portata con se fino a Caprera, gli ha dato degna sepoltura con tanto di lapide:
vorrà pur dire qualcosa!
Conosco molto bene questi cavallini: sinceri, generosi, instancabili, saldi di piede e di testa, un cavallaro/un gaucho non chiederebbe di più... stranamente Garibaldi è stato una quindicina d'anni in Sud America.
Ma torniamo al piego della testa, all'incasso del collo, al ramener...
RIEQUILIBRIO E RIFLESSIONI.







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