"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

mercoledì 25 marzo 2020

FLESSIONI, IPERFLESSIONI E RIFLESSIONI


FLESSIONE: Le flessioni hanno lo scopo di ammorbidire tutte le parti del cavallo e, con delle transizioni di peso facili da eseguire, metterle interamente a disposizione del cavaliere.
Le flessioni si dividono in flessioni a piedi e in flessioni a cavallo...
segue il minuzioso elenco delle flessioni di tutte le parti del lallo,  dalle orecchie alla coda.

Così si legge nella traduzione italiana a cura della SIAEC del Dizionario Ragionato di Equitazione - F. Baucher
Dunque, è l'inventore delle flessioni che parla e dice che le flessioni servono per ammorbidire cioé sciogliere, flessibilizzare, decontrarre tutte le parti del cavallo.
E' tempo che sappiate finalmente che le FLESSIONI  & LE IPERFLESSIONI  e tutti i vari espedienti che si dice siano usati per sciogliere/flettere/ginnasticare/assouplir il lallo non servono a questo scopo per il semplice motivo che il cavallo, come tutti gli altri animali e i bambini piccoli -  tranne casi davvero particolari - sono sciolti di loro.
Naturalmente, hanno bisogno di allenamento e di ginnastica adeguata al loro lavoro e per il potenziamento della musculatura.
La mia gatta, mentre mi sta sonnecchiando in grembo, fa un balzo felino... e come sennò? E si lancia in cucina perché ha sentito mia moglie aprire la porta della lavanderia dove sono conservati i suoi croccantini.
Il mio lallo, 23 anni da tempo a riposo, ancor oggi, se lo lascio libero in campo che fa?... per prima cosa si fa un accurato bagno di sabbia, poi salta in alto sui 4 piedi, ricade, scalcia una capriola come un lipizzano di Vienna e poi parte ventre a terra, scorreggiando e lanciando gridolini di piacere... devo dire che dopo solo un paio di giri di campo si ferma e si mette a cercare fili di erbetta, in altro tempo ne avrebbe fatti molto di più.
Non sembra che il ghepardo, prima di lanciarsi a 90all'ora su una gazzella faccia i suoi bravi esercizi di ammorbidimento, ma anche la lieta antilopina, non mi pare che dica: caro gattopardo, ti dispiace aspettare 10 minuti che mi faccio i miei soliti esercizi di riscaldamento prima di partire per una gioconda corsetta? Come spiegarsi tutto ciò? 
Forse questa potrebbe essere la spiegazione: PANDICULAZIONE

Riguardo l'innata elasticità dei bimbi molto piccoli, forse è la natura a fare in modo che tendini, muscoli e articolazioni rimangano molto elastici nella prima infanzia.
Infatti i contorsionisti cominciano/devono cominciare/qualcuno li fa cominciare da piccolissimi si ...
Non so se queste sono le spiegazioni giuste, ce ne potrebbero essere altre, ma ciò non toglie che questi sono fatti, e, per quanto ci interessa, i fatti dicono che il lallo non ha bisogno di esercizi per esser sciolto, tantomeno di "riscaldamento".
Onestà mi impone di dire che tutto ciò parte dalla lettura di Dresser c'est simple - ed Belin un libro che dovrebbe esser letto per legge da tutti coloro che si interessano di lalli e del loro addestramento.
Ecco qualche brano tratto dal piccolo capolavoro di JDO:
La decontrazione: dunque la scioltezza, la flessibilità.
Ma io preferisco usare il primo termine perché molti cavalieri non hanno capito qual è il vero problema.
Quanti, ad ogni occasione, affermano che bisogna rendere flessibile il cavallo
A parte casi estremamente rari, il cavallo - come la maggior parte degli animali - è naturalmente sciolto e, le contrazioni sono provocate dalla presenza dell’uomo sulla schiena ma soprattutto dagli aiuti che sono la vera causa della perdita o della limitazione della flessibilità.... ...ma la cosa più importante è che bisogna capire che render flessibile e decontrarre sono due cose diverse e la differenza è questa: 
  • render flessibile è fisico, riguarda la sfera anatomico-fisiologica del soggetto;
  • decontrarre è psicologico, riguarda lo stato cerebrale, la decontrazione e il rilassamento mentale del soggetto.
Partendo da queste considerazioni sono giunto a questo:
MASTICAZIONE... visto?
Ma ora voglio andare oltre, perché le domande che una personcina intelligente si pone sono queste: 
  • OK, se le flessioni non servono a sciogliere ma a decontrarre, allora è solo una questione semantica?
  • Come che sia, i pieghi erano usati nella equitazione di corte con morsi da paura ben prima di Baucher, perché li imponevano?
  • Baucher dice: Le flessioni hanno lo scopo di ammorbidire tutte le parti del cavallo e, con delle transizioni di peso facili da eseguire, metterle interamente a disposizione del cavaliere. Ebbene, i lalli più a disposizione del cavaliere son quelli da polo che manco sanno le flessioni "dove stanno di casa", come mai?
Dopo aver acquisito la definizione di flessioni fatta dal suo inventore, vediamo come le si metteva in pratica
e quali erano i risultati, per farlo mi affido alla penna del Generale che nel capitolo X del suo Un Ufficiale di Cavalleria così si esprime:   
... adesso, siamo nel 1849, ecco in linea generale quello che 
caratterizzava le pratiche che Baucher applicava.
Le flessioni della parte anteriore erano praticate in maniera tale da ottenere il completo rilassamento dei muscoli in opposizione:  così, la mascella doveva aprirsi a comando e rilasciare l'imboccatura. Nelle flessioni laterali, l'incollatura doveva piegarsi completamente fino a che la testa non toccasse la spalla, in maniera tale che  il cavallo guardava con tutti e due gli occhi verso il posteriore.
L'abbassamento dell'incollatura doveva precedere e accompagnare il piego. 
L'uso degli speroni era severo e reiterato continuamente; l'effetto d'assieme molto frequente, Nota; ed era la gamba esterna che agiva per le girate, le partenze al galoppo e i cambiamenti di piede.
Le flessioni della mandibola erano esagerate, andavano fino alla completa
apertura della bocca; mentre  il distacco morbido della mascella ,simile ad un leggero mormorìo , è più che sufficiente per verificare la completa sottomissione del cavallo.
In più, nel corso del lavoro, pretendeva che questa mobilità della mascella si
verificasse solo su richiesta e non quando non era sollecitata;  il suo
cavallo doveva essere: “nè muto nè chiacchierone" .
Credo di dover approfondire sulle conseguenze delle flessioni della incollatura, per come allora erano praticate.
Spinte fino a quel punto, le flessioni scioglievano, abbassavano l'incollatura,
favorivano  la spinta  dei garretti esercitando una grande influenza sull'insieme delle forze dell'animale, in particolare sulla sua prontezza dell'impulso in avanti:  il cavallo doveva manifestare costantemente il suo desiderio di andare avanti.
D'altra parte quelle flessioni andavano al di là di ciò che era necessario per
ottenere il controllo  dell'incollatura e superavano lo scopo senza raggiungerlo efficacemente.
In effetti l'incollatura, che ha un ruolo così importante nel movimento del cavallo, non poteva disporre - dopo il lavoro al quale era stata sottomessa - del sostegno e dell’elasticità necessari  al suo corretto  impiego.
In generale si può dire che, col lavoro sul posto, si scioglie troppo la musculatura che - una volta in movimento - tende a contrarsi.
In realtà è l'impulso - che è prima di tutto uno stato mentale - a produrre energia, a dare elasticità e brillantezza alla spinta in avanti dei garretti.
Ma la franchezza di impulso non si ottiene con l’esagerato lavoro di flessioni dell'incollatura:  addirittura, il suo abbassamento predispone i garretti ad ingaggiarsi sotto la massa piuttosto che a spingere in avanti.
Era ancora prescritta la regola di mantenere costantemente la flessione del
collo:  questo fatto - soprattutto in  mani poco esperte – intralciava il passaggio della spinta francamente in avanti e spegneva l'impulso,  sovraccaricando il posteriore che tendeva ad  accularsi.
Pertanto era necessaria un'azione costante ed energica di gambe e di speroni.
A quel tempo, erano impiegati quelli che avevano le rotelle acuminate e spesso i fianchi dei cavalli portavano le loro  tracce.
In quel periodo, Baucher rimarcava spesso la mancanza di spinta nei cavalli.
Diceva che nel posteriore c'è tutto il motore del cavallo, e raccomandava sempre ai cavalieri che montavano sotto la sua direzione di mantenere l'impulso.
Questa forza e questa continuità di impegno delle gambe e di speroni
presentava degli inconvenienti:  il cavallo finiva per assuefarsi e "si attaccava allo sperone" ; lo stesso cavaliere talvolta si affaticava fino allo sfinimento.
Così, Baucher era obbligato a smontare e a stringere le cosce con delle bende
bagnate, per attenuare i problemi dati dal loro continuo sforzo.
Anni dopo, Baucher, ricordando questo periodo, mi disse: "mi domando come
facciamo ad avere ancora le gambe funzionanti dopo gli abusi che hanno subito”.
Per un certo tempo, per disimpegnare le gambe, usò la frusta . Toccava la
coscia destra con colpi ripetuti , più o meno forti.
La frusta agiva direttamente sul posteriore, stimolava la spinta in avanti e
contribuiva a riprendere immediatamente i garretti quando si allontanavano più del dovuto dal movimento richiesto.
C'è da sottolineare che i colpi che sferzano mandano il cavallo in avanti - meglio e più naturalmente - dei colpi che pungono.
Nel delineare le conseguenze negative delle flessioni esagerate, dovrei soffermarmi sull'impulso. Ma per ora soprassiedo su questo come per  le considerazioni riguardanti gli altri metodi usati allora da Baucher, argomenti sui quali avrò occasione di tornare.
Tuttavia, credo che per il momento sia utile tracciare  - come si diceva allora - il ritratto del "cavallo baucherizzato" così come si presentava nel 1849.
In quel periodo, Baucher chiudeva il cavallo negli aiuti, avendo come conseguenza di tenerlo costantemente  imprigionato tra mani e gambe con la tendenza ad avvicinare i posteriori agli anteriori.

L'equilibrio che ne derivava, così artefatto, rendeva il cavallo adatto ai movimenti
riuniti sviluppati in elevazione preparatori a ciò che doveva in seguito imparare: il piaffo, il passeggio, le piroette al galoppo, i cambiamenti di piede ravvicinati.

Pertanto il cavallo perdeva la naturale propensione a spingersi con  facilità e franchezza  in avanti.
L'equilibrio che ne derivava, così artefatto, rendeva il cavallo adatto ai movimenti
riuniti sviluppati in elevazione preparatori a ciò che doveva in seguito imparare: il piaffo, il passeggio, le piroette al galoppo, i cambiamenti di piede ravvicinati.
Pertanto il cavallo perdeva la naturale propensione a spingersi con  facilità e franchezza  in avanti.
E' vero che il cavaliere non portava nulla nelle braccia, ma portava il cavallo soprattutto con le gambe.
Ora, la vera leggerezza consiste, per il cavaliere, nell'avere il cavallo leggero tanto alle gambe quanto alla mano, cioè sempre sciolto e almeno - quando la mano non si oppone al movimento in avanti -  smanioso e irrefrenabile sotto la sella.
In definitiva è a questo che volevano arrivare le ricerche di Baucher, e comunque la bontà del lavoro - anche il più semplice - sta in questo risultato.
C’è da dire che in quel periodo, a causa  del suo lavoro al circo, i pensieri di Baucher erano volti alla  ricerca di nuove arie strabilianti: d'altra parte, le grandi difficoltà equestri erano tra i suoi obiettivi.
Ne affrontava e ne superava tali che coloro che l'avevano preceduto neanche le avrebbero potuto immaginare.
D'altro canto, la descrizione che ho fatto del "cavallo baucherizzato", testimonia che i cavalli del Maestro allora erano preparati a rispondere a queste esigenze e ad eseguire il particolare lavoro per il quale erano preparati.
Si è pensato che questo fosse lo scopo proposto dal metodo di Baucher.
Non è vero!
Quel lavoro del tutto speciale era destinato a sorprendere il pubblico,  rappresentava nient'altro che una versione particolare dell’ applicazione dei metodi insegnati ed abilmente spiegati dal Maestro.

Come vedete, le flessioni esagerate sono criticate financo da L'Hotte, contemporaneo e allievo diretto di Baucher.
Fatta questa premessa e postate queste immagini, tentiamo di dare risposte alle domande sopra poste.
Per prima cosa diciamo che Baucher nel definire le sue flessioni dice una cosa sbagliata e una giusta:

  • questa è quella sbagliata: Le flessioni hanno lo scopo di ammorbidire tutte le parti del cavallo... 
  • questa è quella giusta:  con delle transizioni di peso facili da eseguire, metterle interamente a disposizione del cavaliere.

Abbiamo già detto che il lallo è "morbido" di suo, quindi le flessioni non servono a questo scopo, ma è del tutto evidente che funzionano, sono utili... lo hanno scoperto - come vedete dalle immagini - un cavallaro sudamericano, un altro texano, una ragassa europea, un trainer di polo argentino, un tale Clint Anderson, australiano ma che fa monta uestern, e, naturalmente un cavallerizzo francese che - si dice - abbia inventato le flessioni.
In definitiva, possiamo dire che le flessioni sono un terribile mezzo coercitivo... dal ramener di Baucher all'abbattimento di Rarey:




di questo vedremo nei particolari, ora passiamo alle domande:

  • se le flessioni non servono a sciogliere ma a decontrarre, allora è solo una questione semantica?              No, la questione è sostanziale le flessioni non sciolgono il fisico, tantomeno decontraggono la mente, ripeto: sono un terribile mezzo coercitivo.
  • Come che sia, i pieghi erano usati nella equitazione di corte con morsi da paura ben prima di Baucher, perché li imponevano?  
    Ce lo spiega il Generale nelle sue QUESTIONI dove - se volete - potrete trovare molto di più:
  • Gli antichi cavallerizzi usavano far avanzare il cavallo con l’incollatura piegata da un lato, anche quando questo procedeva dritto. Atteggiamento sicuramente riprovevole,  ma ricercato nel lavoro in maneggio: infatti, il cavallo piegato dalla parte della mano dove avanzava, era considerato aggraziato ed elegante. D‘altro canto il piego laterale che - allora - era chiamato anche placer , non era usato al di fuori della cavallerizza. A quel tempo,  il piego laterale doveva partire dal garrese, col cavallo che guardava verso l’interno del maneggio. A seconda delle scuole,  l’inflessione dell’incollatura era più o meno pronunciata; da cui le denominazioni: piego completo e piego ad arco o mezzopiego.
  • Baucher dice: Le flessioni hanno lo scopo di ammorbidire tutte le parti del cavallo e, con delle transizioni di peso facili da eseguire, metterle interamente a disposizione del cavaliere. Ebbene, i lalli più a disposizione del cavaliere son quelli da polo che ma manco sanno le flessioni "dove stanno di casa", come mai? 
Infatti, questa è la prova provata che per fare arie di alta scuola non è necessario piegare i lalli, questo - forse - lo aveva capito anche Baucher nella sua seconda maniera cercando un equilibrio orizzontale.
In verità, credo che si possa dire - dopo questa analisi - che il dressage sia una perversione nata da due fatori:

  • un aberrante senso estetico nato al tempo della "equitazione di corte"il cavallo piegato dalla parte della mano dove avanzava, era considerato aggraziato ed elegante,
  • e dalla convinzione che tutti sti pieghi e l'andare di traverso fossero la miglior ginnastica per lo lallo.
In aggiunta a questa situazione, si sono aggregati gli scisciscienziati che ci hanno spiegato scisciscientificamente i vantaggi, per la poera bestia, dei pieghi e delle flessioni, dunque, della riunione ..... ci siamo, passiamo alla riunione.
Ma non prima di aver fatto ricorso a Decarpentry per chiudere quest'argomento e aprire l'ALTRO: ... l'effect d'ensamble, s'apparente ainsi a celui des appareills de contention inventé dans le meme but, depuis: le tordnez, jusqu'à la longe Barnum, en passant par les piliers, le "travail" des maréchaux, le systéme Rarey, et l'Hippo-lasso de Raabe.
traduco... per vedere la traduzione e tutto il resto cliccate su...





































































































































































































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