Ancora adesso mi piace legger delle prodezze di d'Aure, mi piacciono le accurate descrizioni che il Generale fa dei cavalli che ha conosciuto, e mi diverte confrontare le sue conclusioni con quelle odierne...non dimentichiamo che il Generale non riuscì a completare la sua autobiografia, certamente - se avesse avuto il tempo - avrebbe parlato di Caprilli che, come sappiamo, si recò molte volte a Saumur quando il Generale - benchè in pensione - era ancora un'influentissima personalità dell'equitazione europea, sono certo che sapesse di Caprilli , sarebbe stato bello conoscere cosa ne pensasse del "sistema italiano".
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| puro stile italiano |
Caprilli è l'ultimo genio assoluto equestre, purtroppo aveva un grado militare troppo basso per imporsi come avrebbe voluto e morì troppo presto per spiegarsi meglio.
Coloro che presero il suo testimone - tutti militari - furono "più caprilliani di Caprilli" con conseguenze disastrose che scontiamo a tutt'oggi.
La sola vera "equitazione naturale" è "il sistema di Caprilli", inteso nel lasciare il cavallo in atteggiamento naturale/spontaneo...probabilmente se fosse vissuto più a lungo forse avrebbe potuto dire che: - "essere naturali" va bene, ma eliminare la preparazione di base per un cavallo sportivo è come castrare uno stallone...lo "stallone" fu castrato.
Già ! Forti di una presunta superiorità, i "caprillioni buttarono l'acqua sporca e il bambino"...la prova??
Nessun cavaliere italiano si è mai piazzato in gare di dressage di un certo livello nè ieri nè oggi, mai abbiamo avuto una squadra di questa specialità a livello olimpico o mondiale; a tutti i livelli, la prova di dressage - che in un bel italiano potremmo chiamare: - "prova di maneggio" - è stata semplicemente ignorata e snobbata.
L'addestramento equestre - di fatto - è stato escluso dal panorama sportivo italiano dai militari, ottusamente ancorati al quel pezzo di "sistema" che Caprilli di fatto non aveva potuto veder evolvere e completare e affinare; cosa che fecero i francesi (vedi Danloux col suo amico Alvisi) e i tedeschi con Muselerer e via discorrendo che pur accettando la "novità" e l'evidente efficacia del "sistema" non rinnegarono gli antichi principi dell'addestramento classico.
Nessun cavaliere italiano si è mai piazzato in gare di dressage di un certo livello nè ieri nè oggi, mai abbiamo avuto una squadra di questa specialità a livello olimpico o mondiale; a tutti i livelli, la prova di dressage - che in un bel italiano potremmo chiamare: - "prova di maneggio" - è stata semplicemente ignorata e snobbata.
L'addestramento equestre - di fatto - è stato escluso dal panorama sportivo italiano dai militari, ottusamente ancorati al quel pezzo di "sistema" che Caprilli di fatto non aveva potuto veder evolvere e completare e affinare; cosa che fecero i francesi (vedi Danloux col suo amico Alvisi) e i tedeschi con Muselerer e via discorrendo che pur accettando la "novità" e l'evidente efficacia del "sistema" non rinnegarono gli antichi principi dell'addestramento classico.
Traduco: - in Italia, i militari hanno avuto il monopolio degli sport equestri fino a qualche decennio fa, non hanno saputo elaborare le geniali intuizioni di Caprilli, probabilmente lo hanno frainteso e si sono attaccati a dei dogma che probabilmente Caprilli stesso non avrebbe dettato. Non solo non hanno saputo trasmettere la nostra grande tradizione equestre, ma restando chiusi nella loro casta, hanno distrutto l'Equitazione Italiana per asfissia...la prova ?
L'unico cavaliere CIVILE della storia dell'equitazione italiana di livello olimpico/mondiale nel salto ostacoli è stato Graziano Mancinelli...il resto dei "non militari": - mezzecalzette !

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