"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

sabato 11 giugno 2011

Come ferrare il lallo secondo i "nipoti" di Gengis Kahn.




Torcinaso




Il destino "cinico e baro" dice che bisogna star legati...


Il video  quì sopra è stato rimosso, probabilmente la scena che si vedeva ha turbato le "anime belle": - un puledro preso al laccio e lasciato a "ragionare" sul fatto che quando si è legati bisogna star fermi, a quanto pare è la prima lezione da dare al cavallo a quelle latitudini.
Da qualche anno, una delle mie passioni è la Mongolia, è una scoperta che ho fatto tardi, in altro tempo, avrei preso la mia moto e avrei puntato ad est... non mi è possibile.
Mi devo accontentare di libri, video e del ueb; in particolare frequento un sito dove ho conosciuto Federico Pistone:  giornalista, scrittore e grande sponsor della cultura mongola e della Mongolia, il quale, gentilmente - tramite una sua amica nata nelle steppe mongole - appunto, mi ha chiarito come quel popolo equestre governa il consumo degli zoccoli dei loro lalli.
Ora, veder ferrare un lallo a testa all'ingiù per noi è strano, come ci pare crudele veder dibattersi un puledro che viene legato per la prima volta, così come ci pare brutale la doma spiccia che usano i mongoli come altri popoli equestri ancora in circolatione, ebbene, se fossi un cavallo preferirei mille volte essere un cavallino mongolo e vivere coi mongoli piuttosto che un lallo europeo che vive stabulato, oggetto di sollazzo per figli e figlie di papà in balia del mercato e dei mercanti... non ci credete ?


Pensateci !!

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