"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

giovedì 23 giugno 2011

Mongolia


Da qualche tempo, una delle mie passioni è la Mongolia, è una scoperta che ho fatto tardi, in altro tempo, avrei preso la moto e avrei puntato ad est...non mi è possibile.
Mi devo accontentare di libri, video e ueb; in particolare frequento un sito che si chiama: - "Mongolia", appunto, dove ho conosciuto Federico Pistone: - giornalista, scrittore e grande sponsor della cultura mongola e della Mongolia, il quale, gentilmente - tramite una sua amica nata nelle steppe mongole - mi ha chiarito come quel popolo equestre governa il consumo degli zoccoli dei loro lalli quasi sempre scalzi.
Comunque, le cose che più mi hanno affascinato di questo straordinario popolo sono : - il canto di gola bitonale, la macchia mongolica e il loro rapporto coi lalli.
Il canto di gola mi rimanda ai "tenores" sardi, la macchia mongolica al fatto che i miei due nipotini, mio figlio ed io stesso ne siamo/ne siamo stati portatori: la mia è sparita da tempo, forse mio figlio ne ha ancora una qualche traccia, i miei nipotini l'hanno evidentissima, tant'è che - oltre il certificato di nascita - in clinica hanno rilasciato un documento dove si certifica che le macchie sono congenite...già, perché qualche pediatra, bidella, o maestra particolarmente "furba" potrebbe equivocare e denunciare delle supposte violenze sessuali.
Infine, benché ci possa sembrare brutale, il loro rapporto coi lalli è   "etologico" che più etologico non si
può...infatti: -

Il destino "cinico e baro" dice che bisogna star legati...


Il video  quì sopra è stato rimosso, probabilmente la scena che si vedeva ha turbato le "anime belle": - un puledro preso al laccio e lasciato a "ragionare" sul fatto che quando si è legati bisogna star fermi, a quanto pare è la prima lezione da dare al cavallo a quelle latitudini... ma non solo a quelle.
Ora, veder ferrare un lallo a testa all'ingiù per noi è strano ed inumano, come ci pare crudele veder dibattersi un puledro che viene legato per la prima volta, così come ci sembra brutale la doma spiccia che usano i mongoli come altri popoli equestri ancora in circolatione, ebbene, se fossi un cavallo preferirei mille volte essere un cavallino mongolo e vivere e lavorare coi mongoli piuttosto che un lallo europeo che vive stabulato 22 ore per giorno, costretto a fare - a volte - cose che non capisce, quasi sempre oggetto di sollazzo per figli e figlie di papà in balia del mercato e dei mercanti...non ci credete ?

Pensateci !!