Da qualche tempo, una delle mie passioni è la Mongolia, è una scoperta che ho fatto tardi, in altro tempo, avrei preso la moto e avrei puntato ad est...non mi è possibile.
Mi devo accontentare di libri, video e ueb; in particolare frequento un sito che si chiama: - "Mongolia", appunto, dove ho conosciuto Federico Pistone: - giornalista, scrittore e grande sponsor della cultura mongola e della Mongolia, il quale, gentilmente - tramite una sua amica nata nelle steppe mongole - mi ha chiarito come quel popolo equestre governa il consumo degli zoccoli dei loro lalli quasi sempre scalzi.
Comunque, le cose che più mi hanno affascinato di questo straordinario popolo sono : - il canto di gola bitonale, la macchia mongolica e il loro rapporto coi lalli.
Il canto di gola mi rimanda ai "tenores" sardi, la macchia mongolica al fatto che i miei due nipotini, mio figlio ed io stesso ne siamo/ne siamo stati portatori: la mia è sparita da tempo, forse mio figlio ne ha ancora una qualche traccia, i miei nipotini l'hanno evidentissima, tant'è che - oltre il certificato di nascita - in clinica hanno rilasciato un documento dove si certifica che le macchie sono congenite...già, perché qualche pediatra, bidella, o maestra particolarmente "furba" potrebbe equivocare e denunciare delle supposte violenze sessuali.
Infine, benché ci possa sembrare brutale, il loro rapporto coi lalli è "etologico" che più etologico non si
può...infatti: -
Infine, benché ci possa sembrare brutale, il loro rapporto coi lalli è "etologico" che più etologico non si
può...infatti: -
Il destino "cinico e baro" dice che bisogna star legati...
Il video quì sopra è stato rimosso, probabilmente la scena che si vedeva ha turbato le "anime belle": - un puledro preso al laccio e lasciato a "ragionare" sul fatto che quando si è legati bisogna star fermi, a quanto pare è la prima lezione da dare al cavallo a quelle latitudini... ma non solo a quelle.
Ora, veder ferrare un lallo a testa all'ingiù per noi è strano ed inumano, come ci pare crudele veder dibattersi un puledro che viene legato per la prima volta, così come ci sembra brutale la doma spiccia che usano i mongoli come altri popoli equestri ancora in circolatione, ebbene, se fossi un cavallo preferirei mille volte essere un cavallino mongolo e vivere e lavorare coi mongoli piuttosto che un lallo europeo che vive stabulato 22 ore per giorno, costretto a fare - a volte - cose che non capisce, quasi sempre oggetto di sollazzo per figli e figlie di papà in balia del mercato e dei mercanti...non ci credete ?
Pensateci !!

