"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

mercoledì 25 settembre 2013

CAVALLI "ASSASSINI".



Mio cognato ha fatto il carabiniere, ora è in pensione, fino a poco tempo fa ha avuto cavalli, ci siamo riincontrati una settimana fa in Sardegna.
Ovviamente si è parlato di cavalli e ha ripreso un episodio che mi aveva già raccontato ma che avevo scordato.


Siamo al macello di Orgosolo, anni 70 del secolo scorso.
A turno si macellava di tutto, cortile in terra battuta, angolo incementato per lo scolo del sangue, trave con carrucole che portava le carcasse nella "sala squoiamento e squartatura".

Il lallo si chiamava Fulanu è una parola intraducibile ma più o meno vuol dire...
fuori di norma, strano, bizzarro, mezzomatto.

Bene, Fulanu era un bellissimo baio AAS, nel rapporto dei carabinieri non fu contemplata la ragione per la quale finì al macello, ma - come vedremo dal finale della storia - le ragioni dovevano essere serie.


A causa dell'odore del sangue, dei modi bruschi del macellaio, o chissà perché cosa, il cavallo - entrato nel cortile - dette di matto e l'uomo che lo teneva non riuscì a legarlo, l'animale lo aggredì, se lo mise sotto.


Subito entrarono altre persone armate di bastoni per aiutare il meschino, ma le botte fecero infuriare di più Fulanu che prese a scagliarsi con rabbia verso chiunque entrasse nel recinto. 


A questo punto - chiamati d'urgenza - arrivano i carabinieri, la scena: una piccola folla si è radunata, grida di donne, trambusto...il cavallo si aggira nel cortile, forse cerca una via di fuga, ogni tanto si ferma accanto l'uomo che si è trascinato in un angolo e giace per terra, gli dà una zampata, un morso.

Il finale è scontato: Zelindo - mio cognato - da sopra un muretto, spara due colpi di pistola in testa al cavallo.
Era suo dovere ma lo fece di malavoglia, ha il vivido ricordo dell'abbraccio di ringraziamento della moglie del malconcio, cosa che lo sorprese fortemente data la considerazione che  i carabinieri avevano in quegli anni in Barbagia.
Come che sia, il signore che subì l'attacco, dopo vari interventi chirugici è tutt'ora vivo e vegeto...vegeto si fa per dire dato che è rimasto storpiato: da allora cammina tutto storto.