Da sempre si ammaestrano animali - dunque anche i cavalli - a compiere esercizi strabilianti, ne abbiamo una ricca serie di testimonianze di autori latini e medioevali;.
In effetti si tratta della messa in opera di trucchi che generalmente sfruttano la predisposizione psichica e fisica di specie le più disparate, dai delfini alle foche, dai pappagalli ai piccioni per non parlare delle "belve" dei circhi e delle scimmiette e degli orsi che fino a pochi lustri fa venivano fatti esibire nelle fiere e nelle sagre paesane della nostra provincia.
Le tecniche si basavano/si basano sul condizionamento ottenuto con vari metodi, ogni ammaestratore aveva/ha un suo sistema ma i principi sono gli stessi.
Questi "trucchetti", vecchi come il cucco, o se preferite: questa "tecnica di condizionamento" viene - oggi - venduta a noi lallisti come
"equitazione" più o meno naturale, come relazione col lallo, come metodo innovativo, come dressage naturale ecc. ecc.
Ovviamente non c'è nulla di male a praticare codesti giuochetti, ma non bisogna "mischiare la lana con la seta", altrimenti passano idee assai fuorvianti, ad esempio, si dimentica che l'equitazione è: -
equitazióne s. f. [dal lat. equitatio -onis (der. di equitare «cavalcare»), attrav. il fr. équitation]. –
1. L’arte, la tecnica e l’attività del cavalcare: scuola di e.; fare dell’e., praticare l’e., dedicarsi all’e.; e. di scuola o d’alta scuola, che addestra il cavallo a una particolare tenuta e allo svolgimento di speciali esercizî, detti arie, oggi praticati nelle accademie, nei circhi, e come attività sportiva (dressage); e. da diporto, che comprende il turismo equestre e la caccia alla volpe; e. militare, tecnica del cavalcare applicata, soprattutto in passato, alle esigenze tattiche in relazione all’uso guerresco della cavalleria.
2. Svolgimento di attività agonistiche a cavallo: e. da corsa, al galoppo o al trotto, piana e a ostacoli; e.da campagna, che comprende i concorsi ippici, il concorso completo (articolato nelle prove di addestramento, fondo e salto) e il polo.
Ora, stabilito questo, tutto ciò che esula da quanto scritto sopra non è equitazione, in altre parole, il lallo può esser sottoposto a quasi tutti gli ammaestramenti che riescono benissimo coi criceti, colle foche, cogli elefanti, colle capre e persino coi pesci: - fare una serpentina, la riverenza, mettersi su due zampe, spingere una palla ecc. ecc. ma non è possibile cavalcare e tanto meno fare di codesta attività un'arte con le citate specie di animali.
Ovviamente, si usano come cavalcature, come animali da soma, come animali da tiro: - renne, bufali, elefanti, dromedari, cani ed altri equini ma "la tecnica e l'arte del ben cavalcare" è possibile solo coi lalli.
Con gli asini è pressoché impossibile ma con alcuni muli - particolarmente seletionati - si possono compiere riprese di equitazione tal quali - o almeno assai simili - a quelle fatte con un lallo.
Detto questo, il cosidetto "dressage naturale" o se volete il "condizionamento operante" cioè l'addestramento di un animale ottenuto premiando le risposte esatte ed ignorando quelle sbagliate è possibilissimo anche per il lallo ma rientra in due categorie: -
ammaestramento per spettacoli strabilianti fatto da professionisti: - circo, esibizioni equestri ecc. ecc.
tecniche di "lallorelazione" di "lallogiuochi" in libertà (potenzialmente pericolosissimi per le fiduciose fanciulle) dei quali troverete amplissimi esempi nei video de: AND.
Ora, sia i cavalli splendidamente addestrati da Pignon, sia i lalli "artisticamente e naturalmente addestrati" da queste simpatiche segnorine, al di fuori dei loro contesti di esercitazione/di esibizione, sono assolutamente inaffidabili per fare equitazione a meno che non siano stati maneggiati - parallelamente - in maniera classica..e quando dico "classica" significa: - "addestramento basato su premi-punitioni", a questo fine non ha nessuna importanza se si usano: - morsi, cordeo, capezze, frustini, stick, speroni e quant'altro possa dare "fastidio"...simpatico eufemismo lallista per dire: - "far male" e le amabili pacche e le carote e gli zuccherini e i "cipicipi"...voce "soave" contrapposta alla "terribil" voce che era/che è grave punitione.
Per ora chiudo quest'argomento constatando che sarà necessario tornare sulla lallitazione ma non prima di aver definito cos'è il termine.
lallitazione :
il lemma deriva da lallo, vezzeggiativo ad uso dei bambini piccolissimi per indicare
il "nobile equino", un pò come: - pappa per indicare il pasto, ninna per indicare
sonno, bua per indicare male ecc. ecc.
Ora, nessun adulto sano di mente scriverebbe "pappa" al posto di cena o "mi son
Ora, nessun adulto sano di mente scriverebbe "pappa" al posto di cena o "mi son
fatto la bua" al posto di mi son fatto male.
Invece, il termine lallo è stato adottato - in alcuni forum equestri italiani - da
Invece, il termine lallo è stato adottato - in alcuni forum equestri italiani - da
ragazzine e signorine e signore per dimostrare il loro sfrenato entusiasmo verso la
"più bella conquista dell'uomo".