"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

mercoledì 20 aprile 2011

Condizionamento operante 4 - la lallitazione...



Questa è l'introduzione al "Condizionamento Operante" così ben descritto dai miei due amici: -

“La cosa peggiore in una scuola sembra l’uso di metodi 
basati sulla paura, sulla forza e sull’autorità artifciosa.
Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità 
e la fducia in se stesso dell’allievo. Produce dei soggetti 
sottomessi. È relativamente semplice tenere la scuola 
lontana da questo gravissimo male.
Date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi 
coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte 
dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali 
dell’insegnante stesso.”

(Albert Einstein)
Fantastico Alberto !!

" La cosa peggiore in una scuola sembra l’uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull’autorità artificiosa" ; certamente questo principio è valido anche in equitazione, però: -

"Date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso.”



 questo è un principio certamente valido per gli umani, esseri capaci di discernere apprezzare e graduare una scala di valori etici e di qualità morali che sfuggono completamente ad altre specie animali che non li posseggono affatto o li posseggono in forma talmente primordiale da non avere nessuna valenza pratica in una eventuale scuola.

Bisogna ammettere che per addestrare un lallo ad un servizio di una qualche utilità ci vogliono un minimo di mezzi coercitivi, per dirla a chiare lettere bisogna usare premi e punizioni; la delicatezza, l'intelligenza, il tempismo e la misura con la quale si fa ricorso a questi due mezzi, fanno la differenza tra la buona e la cattiva equitazione, tra il maneggio e la brutalità.

Già un recinto, un tondino, un box sono per il lallo - abituato/costruito per i grandi spazi - un terribile mezzo coercitivo, figurarsi le lacciare, i capezzoni, le balze, i morsi, le imboccature e  ecc. ecc.

Il solo fatto di stare chiuso in quel bel tondino, per il lallo
 - animale claustofobico per eccellentia - è un mezzo coercitivo, una punizione.

Se invece di maneggio, di fare addestramento equestre, volessimo instaurare una "relazione col lallo" tal quale faremmo con un criceto, un maialino o un cercopiteco allora - giustamente - non servono le costrizioni e le punizioni se non in manera larvata e minima e potremmo agire - come ben detto nel trattatello -  solo coi premi...e la mancanza di premi, che nei fatti è una PUNITIONE !!

Buzaski: - una battaglia equestre ritualizata...

I mongoli in sella ai loro cavallini, hanno conquistato un impero,
il più grande impero terrestre di tutti i tempi.

La "doma tartara" : - il povero lallo prendeva tante di quelle nerbate, catenate e bastonate che preferiva infilarsi nel bel mezzo del clangore di una battaglia, lanciarsi tra le fiamme, buttarsi in un fiume in piena piuttosto che mettersi a "ragionare" col terribile assassino che aveva in groppa...il che - date le circostanze - dal punto di vista del cavaliere non era sbagliato, anzi era l"necessario".


Fortunatamente, oggi - almeno nel mondo "occidentale civilizzato" - non è più necessario tutto ciò, ma un minimo di rispetto e di disciplina coi lalli ci vuole !!

E siccome il lallo non sa di essere un "allievo", tantomeno capisce: -  "... che l’unica fonte di rispetto è costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante.”; dunque, bisogna avere ed usare dei mezzi e dei metodi che siano capiti e "rispettati" dallo lallo...volete che vi faccia un elenco ??? 



Esempi di lallitazione: -