"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

domenica 23 marzo 2014

Equitazione istintiva.




Il post: http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2014/03/ippo-tesi-di-philippe-karl.html ha suscitato alcune osservazioni da parte di Alex, un mio vecchio compagno di lallinità: 

E cosa pensi che io stia cercando? Basta che i principi siano veramente buoni; e non è affatto detto che i buoni principi per arrivare all'equitazione superiore lo siano altrettanto per l'equitazioneinferiore; proprio come gli esercizi alla sbarra delle ballerine classiche, e le scarpette per danzare sulle punte e la preparazione fisica di anni che richiedono, non sono affatto un buon principio per forme di danza elementare.

E chi me li insegnerà, visto che chi conosce l'equitazione veramente bene ha la fissa dell'equitazione superiore e anche senza volerlo ragione in quei termini? 

Mimì, nelle foto di sopra avrà avuto sette anni, ma ha cominciato prima:


Ora, quando si comincia a quell'età non c'è bisogno di scuole di equitazione, tutto viene naturale e spontaneo come giocare, guardate il video sotto:

Naturalmente, se si vuole progredire bisogna andare a scuola, ma per i ragazzi come Mimì anche no, bisogna vedere fino a che punto vogliono affinare la loro maniera di andare a cavallo.

Equitazione istintiva regolamentata così L'Hotte descrive la maniera di cavalcare del conte d'Aure : l'uomo più felicemente dotato da madre natura per l'equitazione.

Il conte si sollazzava nel montare dei puledri che mai avevano visto l'uomo alle fiere di paese, si divertiva a montare in corsa degli stalloni di PSI che erano autentica furie, accettava sfide nel montare cavalli "infamissimi", faceva tutto ciò ma non poteva insegnarlo, non lo poteva trasmettere a nessuno perché per fare queste cose non ci sono regole, ma soltanto talento innato, appunto.

Ma se d'Aure non avesse frequentato la Scuola di Versailles e i fratelli d'Abzac non sarebbe mai passato alla storia.
Dunque, anche il conte - il centauro per eccellenza - ebbe bisogno di disciplina e di "cultura" per accedere all'olimpo equestre.

Certo, sembra strano che un conte si comportasse come uno scavezzacollo, però, devo dire che ai miei tempi, in campagna, queste prodezze non erano così rare perché fin da bambini si trattava coi cavalli e gli altri animali con una familiarità e una naturalezza che poi si è persa....allora non si era ancora persa l'antica fratellanza.
 
Il problema di Alex, e degli altri parvenus dell'equitazione che hanno iniziato a montare in età adulta, è che - non avendo più la fresca innocenza del fanciullo cercano nelle varie scuole la soluzione ai loro problemi e alle loro paure, ecco il perché del fiorire delle varie squole parrelliformi, le dome dolci, le equitationi naturali