"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

mercoledì 15 dicembre 2010

Note al capitolo III delle "Questioni".






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Nota 1)


Equitation savante. Equitazione Superiore. 


Non ho tradotto alla lettera per due motivi, primo: - in italiano l'aggettivo "sapiente" - normalmente - non può essere unito ad una istituzione, un'organizzazione, un'attività, ecc.
Secondo: - perché l'immagine di "sapiente" - in questa fattispecie - ci rimanda agli animali "sapienti" del circo tanto in voga nell'ottocento; quanto dico è dimostrato leggendo il vocabolario Treccani onlain: -
Sapiente:a. - Detto di persona, che è ricco di sapienza, che ha molte e profonde cognizioni, acquisite non soltanto con lo studio, ma anche attraverso l’esperienza, la meditazione, la riflessione: un uomo s., molto s.; un s. studioso; il sapientissimo re Salomone.Frequente come sost., per lo più con riferimento a tempi passati: un grande s.; furono interrogati i più famosi s. del regno; i sette s. della Grecia antica. b. agg. Per iperbole, detto di animale ammaestrato che viene presentato nei circhi o in spettacoli di varietà, in quanto le capacità che possiede non solo lo pongono al disopra delle altre bestie, ma fanno quasi supporre in lui attitudini razionali: cane s.; asino s.; i cavalli sapienti. c. agg. Per estens. (ma poco com.), capace, abile, esperto nella propria professione o nel proprio mestiere (spesso anteposto al nome cui si riferisce): è un s. chirurgo; un s. amministratore; un s. restauratore di mobili antichi. d. agg. e s. m. In denominazioni storiche relative all’età medievale (che in genere sono traduzione di espressioni latine), e in alternanza con savio, di cui però è meno com., indica persona esperta in questioni giuridiche o amministrative; in partic., per il consiglio del s. (o del savio) e il consiglio dei s. (o dei savî), v. savio, n. 4 b. 2. agg. non com. Che è fatto, detto, eseguito in modo da rivelare esperienza, cultura, abilità e capacità: una s. risposta; una medicazione s.; uno studio profondo e s.; tutta l’operazione è stata condotta con mano s.; con partic. riferimento all’ambito artistico: l’avvenimento è descritto con arte s.; le s. armonie di un musicista. 3. agg. pop. tosc. In senso etimologico, di cibo molto o troppo saporito, che ha sapore intenso (cfr., con sign. opposto, il tosc. sciocco, insipido, senza sale): quant’è s. questo sugo!; formaggio sapiente. ◆ Dim. sapientino, sapientùccio; accr. e spreg. sapientóne, come s. m. (f. -a), chi ostenta la propria sapienza, esperienza e cultura: per favore, non fare il sapientone! ◆ Avv. sapienteménte, con grande saggezza e abilità: governò sapientemente il paese in quel difficile periodo; ha condotto molto sapientemente le trattative per il rinnovo del contratto; con particolare cura, capacità e abilità tecnica: era sapientemente truccata.




Nota 2)

La force et le poids du cheval sont les deux éléments exploités pour le gouverner.


I
l maneggio, è basato su due elementi: - la dinamica e il peso del cavallo. 

Il peso

Come siamo timidi, esterofili succubi allo "straniero" !

Rinunciamo alla nostra cultura e ci attacchiamo a quella estera !!  Cosa minchia è il "dressage" ?

 Una disciplina sportiva derivata  dalla equitazione superiore, dall'addestramento del lallo, che trae il suo nome da: -

dressage (n.m.)

1.action de dresser un animal.
2.action de mettre droit.
  
Siccome in italiano abbiamo una parolina: - "maneggio", che significa - in ambito equestre proprio questo: - addestramento dei cavalli...perchè non la usiamo ??

Vocabolario Treccani - Maneggio: - . a.In equitazione, insieme di esercizî con cui si addestra un cavallo alle varie andature o alle arie di alta scuola: scuola di m.; cavallo di (o da) maneggio. b. Il luogo in cui si svolgono tali esercizî (detto anche cavallerizza), soprattutto con riferimento agli impianti del genere annessi.

Dunque, quando incontrerò le parole: dressage, dresser, gouverner - addestramento, addestrare - tradurrò anche con "maneggio", "maneggiare"...ottima traduzione anche nel caso del "Dressage" che alcuni traducono: - "Prova di addestramento", altri non traducono: - "Prova di Dressage", ad esempio: -

"La squadra tedesca ha vinto la prova di Dressage sbaragliando il campo....".

 
Ecco la mia versione - secondo me - assolutamente corretta ed elegante: - 

"La squadra tedesca ha vinto la prova di Maneggio sbaragliando il campo....".

Nota 3)


Ciò che la posizione diritta constata.
Ciò che constata la posizione diritta.


Queste sopra sono due traduzioni alla lettera, anche se comprensibili sono assolutamente inaccettabili dal punto di vista formale...cosa fare ?
Andare a leggersi cosa intende il Generale per costatazioni e costruire una frase adatta, leggiamo: - 




"La position droite, en constatant l'exactitude de la balance que se font les forces antagonistes et, par suite, l'exacte distribution du poids, assure l'harmonie des mouvements, lorsque le cheval marche sur le droit. 
Dunque, la posizione dritta "constata" : - la precisione del bilanciamento delle forze antagoniste, quindi, la precisa distribuzione del peso e per conseguenza l'armonia dei movimenti quando il lallo  marcia dritto"...allora tutto ciò sono: -
"Le Cose che vengono verificate dalla posizione dritta."

....come sintetizzare in maniera umana: - Ciò che la posizione diritta constata...... ?
L'armonia dei movimenti è la dimostrazione della posizione dritta.... !







Mieux donc le cheval aura été dressé et plus habile sera le cavalier qui le monte, plus complète sera la légèreté.




                                                     http://it.wikipedia.org/wiki/Lapalissiano


e inoltre: -
Dès lors, on reconnaîtra que si la haute école est l'expression du cheval le mieux dressé et le mieux monté, si elle représente l'application la plus élevée de l'art, elle ne saurait prêter son nom à des mouvements, quelque brillants qu'ils puissent être, du moment où ils s'exécutent sans être accompagnés de la légèreté.


Secondo me il Generale è il più grande uomo di cavalli di "ogni luogo e di tutti i tempi" e ho spiegato le ragioni nei post a lui dedicati e che gli dedicherò, però...


quando scrive, oltre ad avere uno stile trombonico/stantìo e questo glielo perdoniamo - dobbiamo perdonarlo - si dilunga in ripetizioni e sottolineature lapallissiane.



Ad esempio, il periodo evidenziato in giallo meriterebbe il profondo commento del famoso opinionista: il grande capo Estiqaatsi 





mentre quello evidenziato in verde, l'ho saltato pari pari perché il Generale ripeteva - più o meno - per la quarta/quinta volta lo stesso concetto nello stesso capitolo.



Nota 5)


Quindi, bisogna che alla minima richiesta della mano, la mascella scarti e si muova (mastichi) dolcemente.


La mobilità della mascella, la masticazione, la "bocca fresca", la salivazione, il "cavallo che parla", ecc. ecc. sono sinonimi che stanno ad indicare la leggerezza del lallo...giusto, ma nessuno ha spiegato (almeno credo)  perchè il lallo schiuma, mastica, si allegerisce;  io ho una ideuzza la metterò - assieme ad altre - nel "mio pensatoio".


La leggerezza


L'ultimo grande cavallerizzo classico: -
Nuno Waldermar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu Oliveira, meglio conosciuto come: Nuno Oliveira, mentre si esibisce col suo lallo: "Corsairo" condotto con una cordicella come imboccatura.






Nuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu OliveiraNuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu OliveiraNuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu OliveiraNuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu OliveiraNuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu OliveiraNuno Waldemar Nunez Marques Cardoso Pery de Linde Abreu Oliveira