"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

lunedì 3 agosto 2015

Nel 2000 - ippofagia -

Ecco una parte leggermente rielaborata del "manifesto" programmatico del forum: "Il Lallo", subito fallito, appunto

In Italia, ci sono stati dei salti generazionali, per quello che riguarda la cultura equestre, è un dato di fatto, è una situazione incontrovertibile.

Per una elementare legge della fisica, i vuoti - in natura - vengono prima o poi riempiti, nel nostro caso sono stati colonizzati - in larga parte - da sciocchezze e da approfittatori.
Piaccia o non piaccia questo è successo, basta guardarsi in giro.

Questo nostro spazio, (il foro Il Lallo) vorrebbe in qualche maniera - forse veilletariamente - ricollegare le generazioni, ricostruire quello che era la norma, quello che era acquisito da generazioni e generazioni che avevano dimestichezza coi cavalli ma anche coi muli ed asini e buoi, indispensabili compagni di viaggio dell'uomo per millenni, allora necessari come le auto e i motorini di oggi... a proposito, pare che nel 1901, le auto immatricolate in Italia fossero 937 novecentotrentasette,  compris?

Non proponiamo niente di "miracoloso", non chiediamo prebende di nessun genere, non facciamo parte di nessuna lobby equoaffaristica o ippomilitare, crediamo che la cultura non sia in vendita ma debba essere fruita dal maggior numero di persone possibile, pensiamo che in questo campo non ci siano scorciatoie ma applicazione e sacrificio. (infatti siamo SUBITO falliti)
Passo dalle "stelle alle stalle", per puro caso, fin da bambino, son stato "costretto" alla vicinanza coi cavalli, coi muli e con gli asini ed altri animali da cortile, da quì nacque la famosa "relazione" alla quale voi accedete pagando molti euri ad emerite teste di minchia,





Da un po di tempo cerco di fare mente locale e quando trovo miei coetanei che hanno fatto: i carrettieri, i maniscalchi, i commercianti di cavalli mi fermo a parlare, loro lo fanno volentieri, ho registrato anche una cassetta di canti e strofe che - ai tempi -  usavano i carrettieri per far passare il tempo.

Allora, i carrettieri cercavano di viaggiare in gruppo, gli agguati, le robberie e le rapine erano la norma.
Quando la strada era facile, si cantava a "botta e risposta" sia intonando canzoni, sia improvvisando rime spesso scurrili.
Parlo della realtà del meridione d'Italia, ma credo che fosse la stessa in tutta "l'Italietta" agricola semplice frugale sparagnina umana, a misura d'uomo di tanti anni fa.

Noi della "società dei consumi" abbiamo dimenticato una legge di natura, una di quelle fondamentali che regolano il meccanismo della selezione naturale:  "ciò che non è utile è dannoso".

Allora, solo una piccola parte della società poteva permettersi il superfluo, ora accade esattamente il contrario: non si può vivere senza il superfluo.

Bando ai moralismi !!


La carne equina, mi son sempre chiesto perchè - almeno fino a poco tempo fa - era venduta esclusivamente in macellerie particolari per quel tipo di macellazione, mentre le altre macellerie "normali" vendono, polli, capretti, vitelli, maiali, insomma di tutto?

Ho scoperto da poco la ragione, è legata conseguenzialmente proprio al tipo di società rurale, della quale sto parlando.
Tecnicamente, la carne equina era considerata presso la camera di commercio, di "bassa corte" o meglio era una produzione di scarto, tal quale la carne di vacca, era la carne che mangiavano i poveri, gli indigenti e i bambini anemici.
Perchè?
Perchè, gli equini arrivavano al macello dopo una vita di lavoro, tal quale le vacche che - per lavoro - producevano vitelli, per questo, la loro carne era poco pregiata e poco apprezzata, naturalmente si macellava anche bestie giovani a causa di incidenti e/o per esubero ma era assai raro.
La norma, per i contadini era che tenessero - oltre i muli da lavoro - anche una giumenta che serviva per gli spostamenti col calessino e nel contempo la si faceva ingravidare da un asino per la produzione mulina, magari, quando era ormai vecchia, le si dava il cavallo sperando di avere una figlia femmina per continuare il servizio.
Se non si conoscono questi fatti, non si capiscono tante cose, perché ora si è passato dal cavallo utile al cavallo futile.
Ai tempi, il cavallo futile era il privilegio di una ristretta elite; nessun altro cavallo sopravviveva se non era utile. 
Adesso la situazione è completamente ribaltata, per un cavallo utile ce ne sono venti? cento? mille? "futili". sono "superflui", una passione, un lusso, un capriccio, e i loro padroni/le loro padroncine non hanno nè la sapienza tradizionale derivante da generazioni di uso utile del cavallo, nè l'accesso all'eccellenza (nell'addestramento e non solo) di cui godevano i cavalieri elitari di un tempo, che si istruivano alla corte di rinomati cavallerizzi. 

Cosa succederà al lallo nei prossimi anni? Nei prossimi decenni? 

Le previsioni le lascio al mago Omelma e compagnucci, l bello è che neanche gli scienziati riescono a fare previsioni che non siano di breve o medio termine. 
La notte, dopo che  Armstrong mise il piede sulla luna, cominciai a fantasticare, ero ad Ischia, quasi all'alba o meglio era l'aurora, Luisa, la ragazza che avevo affianco dormiva, era molto stanca - aveva viaggiato tutto il giorno per venirmi a trovare - pensavo al "2000", mi dicevo: allora avrò cinquant'anni sarà normale stazionare sulla Luna per partire per Marte? Per Venere? Chissà !! 
Il bello fu che questa mia fantasia venne immediatamente supportata dai mezzi di comunicazione che a lungo teorizzarono sul futuro in maniera o entusiastica o catastrofica a seconda della "politica", Bruno Martino aveva già cantato:

 


Il 2000 è passato, la Luna è sempre là dov'era, il 2000 è stato come il 1999, oggi - 2015 - siamo felicemente globalizzati, nessuno - dei famosi astrologi - aveva previsto che avremmo avuto un politico che faceva ridere e un comico che avrebbe fatto politica, nessuno di questi previde un negro alla Casa Bianca e un sudamericano in Vaticano.

Cosa succederà ai lalli? Chi può dirlo!?
Una mera remotissima possibilità è che il cavallo ritorni ad essere utile, un'altra, è che - per l'inevitabile carestia - siano tutti mangiati dal primo all'ultimo. 
Si possono immaginare tanti altri fantastici scenari anche quello di un mondo popolato di cavalli molto felici, perché finalmente liberi da un fastidioso impiccio: quello dell'uomo... ma anche della donna !