"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente pe

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.. ."

mercoledì 29 giugno 2011

Oberina.

Non sono i gatti piccoli, è il cane che è grande: Dudù, bastardone da 50 Kg, era usato dalla mia famiglia gattara come riscaldamento naturale/ecologico !





Oberina: la vidi la prima volta che aveva circa 12 anni, era venuta ad un raduno che avevamo organizzato alla Montagnola,
Saura sfacciata, portamento altero, grande classe, molto bella era sorella piena di Penny - altra bella cavalla - che conoscevo bene in quanto uscivo spesso assieme col suo proprietario, il prof. Bianco.

Era in vendita, il suo padroncino doveva andare all'università e ne chiedeva due milioni e ottocentomila lire trattabili, se ne interessò subito un ragazzo che già faceva dei concorsini a livello provinciale e pertanto volle provarla: un disastro, non riuscì a farle fare del passo, provò a passare un cavalletto e gli scappò via portandolo a spasso vertiginosamente per tutta la cavallerizza, malgrado il ragazzo tentasse di  trattenerla con tutte le forze (il ragazzo aveva vent'anni ed era atletico), dopo  qualche altro  penoso  tentativo di controllo fece piede a terra e disse che la cavalla non era buona.

La cosa non mi riguardava, ma avevo letto la giumenta, si trattava di un soggetto di gran classe, una cavalla estremamente generosa e sensibile, la cavalla era ottima era il ragazzo che non la sapeva montare, era rigido in sella e la teneva con troppo appoggio in bocca, mi avvicinai parlandole dolcemente, allungai le staffe e sempre complimentandomi con lei salii in sella; Oberina era tesissima, ma, forse sorpresa dal fatto che non strinsi le gambe tanto meno l'acchiappai in bocca, rimase ferma ad ascoltare la mia cantilena; alla raganella partì al trotto, pian piano la tranquillizzai e la misi al passo, poi cominciai a fare qualche evoluzione cambiando andature e passando anche dei cavalletti facendo ampi circoli al galoppo.
A spasso con Oberina.

Fatto piede a terra, mi raggiunse Gaspano Caleca, vecchio commerciante di cavalli che mi disse: compriamola in società, la monta tua figlia, a me basta che rimanga quà così posso venire a vederla quando voglio, rimasi sorpreso, stupefatto, l'affare si concluse a due milioni e quattrocentomila delle vecchie lirette, la cavalla aveva un leggero corneggio, ma - per quello che doveva fare: concorsini per ragazzi - non aveva molta importanza.

Mia figlia, allora avrà avuto 12/13 anni, subito si affiatò con la cavalla: mano leggera, gambe rilassate bastava inquadrare la cavalla sull'ostacolo: ci pensava lei, comunque si aggiustava e passava, raramente toccava le barriere, era ottima anche in passeggiata: passo sciolto lungo e costante, ovviamente voleva stare in testa.
Titti, prova Oberina, notate la leggerezza di mano.


Dopo un pò, riscattai la quota di Gaspano...non mi sembrava giusto approfittare della sua generosità; passarono gli anni, persi il lavoro e dovetti liberarmi dei miei cavalli: Raffaella la nostra cavalla di famiglia, la regalai al mio ex socio con l'impegno che non andasse al macello, è vissuta fino a oltre trent'anni e ha lasciato una figlia precisa a lei fin nei minimi particolari;
Raffaella: la prima e ultima volta di Angela a cavallo.
 Orlando, il mio stallone: un signore, copriva una quarantina di fattrici all'anno, finito il servizio, gli mettevo la sella e si andava in passeggiata tranquilli assieme alle giumente; c'era un problema: le corde addosso ad un cavallo avevano per lui un effetto afrodisiaco, si eccitava di brutto ed era difficile contenerlo, lo vendetti ad un commerciante a prezzo di macello, seppi però che - siccome era molto bello - fu acquistato da un signore in provincia di Enna che aveva alcune cavalle e lo usò ancora come riproduttore.
Oberina, era il caso più difficile per me, avrei potuta rivenderla nel circuito del s.o., probabilmente avrei recuperato quasi tutta la somma spesa, e Iddio sa come avessi bisogno di danaro in quel momento,  ma ben difficilmente avrei trovato qualcuno che l'avrebbe rispettata, quasi sicuramente sarebbe stata sfruttata indegnamente, pertanto la offrii - per un milione - ad un mio amico di Menfi: Carletto (Carletto si fa per dire:190 di altezza per oltre cento chili di peso) Bucalo, la misi in buone mani, sapevo che era uno come me: amava/ama i cavalli.
Carletto, Signorina: la sua cavalla storica, ed io
 Carletto la usò ancora alcuni anni per passeggiate, poi - poiché la cavalla era ormai vicina ai vent'anni - la tenne solo come fattrice, Oberina morì che aveva 26/27 anni.
Da allora, abbiamo avuto solo due cavalli: Fiorello per oltre dieci anni, mi si spense tra le braccia: una terribile colica, e Oddo - ancora con noi - salvato appena in tempo dal coltello del macellaio; oggi, il sanfratellano ha 17 anni, è diventato una stella del teatro equestre grazie a Cimarosa il mio terzo figlio...figlio per la condivisa passione per i cavalli.

Ci frequentiamo da una quindicina d'anni, non so se l'ho scelto io come figlio o se è stato lui a scegliermi come padre, di fatto: Titti è la pupilla dei mie occhi, Mimì è il sangue delle mie vene, Peppino Cimarosa è il mio cuore, è stata una scelta di cuore...eh si, i figli e i padri non si scelgono, ognuno si tiene quelli che gli capitano; si scelgono gli amici, la nostra è amicizia che - data la differenza di età - è nata da un rapporto maestro-allievo prima e di padre-figlio poi, ma di questo saprete quando parlerò di Oddo il sanfratellano.

Ora, devo chiudere il discorso su Oberina, devo confessarmi: - Oberina è stata la prima vera cavalla di mia figlia, mai avrei voluto togliergliela, ma - per cause al di fuori della mia volontà - non potevo assolutamente mantenerla, non c'era scelta, si trattava di affrontare la cruda realtà e limitare i danni il più possibile; Titti era poco più di una bimba avrebbe capito ?
Son passati tanti anni da allora, sapevo perfettamente che le stavo causando un gran dolore, ma lei sapeva che - data la situazione - avevo fatto comunque tutto il possibile per sistemare nel migliore dei modi sia Raffaella che Oberina...Orlando fu fortunato.

Con mia figlia non affrontai l'argomento direttamente né allora né poi, per me sarebbe stato durissimo parlare, spiegare decisioni difficilissime a una ragazzina...non ce ne fu bisogno, lei mi dimostrò coi fatti che aveva capito, e i fatti contano più delle parole: Angela, Valentina ed Emiliano dimostrarono concretamente cos'è una famiglia - grazie a loro - in poco tempo la situazione cambiò e - in meno di un anno - un puledro dagli occhi ridenti era di nuovo nella nostra scuderia: Fiorello.